Bogdan fa grande la Salernitana: i granata battono il Cittadella e sono primi della classe

Gli uomini di Castori scendono in campo forti della pronuncia del giudice sportivo che assegna i tre punti già conquistati sul campo: inammissibile il ricorso del Cosenza. Poi svetta Bogdan in area di rigore e regala alla Salernitana il primato solitario

Gol di Bogdan, foto Gambardella

Il minuto della gloria è il 41' della ripresa. Cicerelli, subentrato, calcia dalla bandierina nei pressi del tunnel, che diventerà quello del divertimento. Il pallone è teso, Bogdan - a lungo in ballottaggio con Aya, in settimana - si traveste da centravanti, stacca e fa gol. E' l'episodio - cercato, voluto, atteso - che sblocca la partita con il Cittadella e che porta di nuovo la Salernitana da sola in vetta. E' la giornata dell'apoteosi, perché fioccano sei punti in poche ore. Poco prima di pranzo, infatti, i granata ricevono conforto dal giudice sportivo: scendono in campo forti della pronuncia che assegna i tre punti già conquistati sul campo: inammissibile il ricorso del Cosenza.

I protagonisti

Mastica amaro Venturato, allenatore del Cittadella, a fine partita: "Abbiamo fatto più noi della Salernitana. Manca un calcio di rigore a nostro favore per fallo di Gyomber. Abbiamo concesso l'occasione decisiva a Bogdan: Gargiulo ha lasciato spazio e non doveva farlo. Meritavamo di più. Il pareggio poteva essere il risultato più giusto. Abbiamo perso contro una squadra che ha compattezza. Questo è un valore importante. A queste caratteristiche aggiunge giocatori e mezzi per giocarsi anche la Serie A diretta". L'analisi di Castori: "Era una partita molto difficile perché il Cittadella andava in gol da tante partite insieme al Milan, raccolta, con tanti punti fuori casa. Se non le interpreti nel modo giusto, le perdi. Noi abbiamo interpretato ingessando la partita e bloccandoli. Ho visto l'occasione di Gargiulo da parte loro ma non replico al collega. Dico solo che è stata una gara dura e che se ci fossimo messi a giocare in orizzontale l'avremmo persa. Potevamo vincerla su palla inattiva e ci siamo riusciti. Sono partite nelle quali le due squadre lavorano di tattica e che possono essere decise da errori. Noi abbiamo sfruttato e abbiamo vinto". Castori ha dato fiducia alla squadra di Cosenza. Tra i protagonisti, anche André Anderson che procede ad intermittenza: "Gli alti e bassi sono tipici dei giovani - dice l'allenatore granata - bisogna attenderli e dare fiducia. Sono contento perché abbiamo fatto una partita da squadra vera. Non faccio previsioni e programmi. Noi stiamo facendo molto bene: è difficile mantenere questi livelli e questi ritmi. Adesso dobbiamo ricavare il massimo da quello che stiamo facendo". La Salernitana cresce anche sulla tenuta difensiva e nella gestione tattica della partita: "La solidità della squadra dà anche forza mentale. Abbiamo fatto notevoli passi in avanti e quando si dà seguito ai risultati non è più un caso. Non abbiamo concesso contropiede, non abbiamo dato modo di fare tiri in porta. Non mi sono mai nascosto. Viviamo alla giornata ma non sono mendace non ho mai nascosto la possibilità di arrivare lontano. Noi adesso dobbiamo badare a crescere. Speriamo di essere all'altezza. Solo il tempo dirà dove possiamo arrivare". Le scelte: "Seguo il campo, non guardo in faccia a nessuno e vedo gli allenamenti. La formazione la faccio dopo l'ultimo allenamento. Ho sempre fatto così e non derogo. Bogdan era arrivato in ritardo e poi ha avuto un infortunio. Ha sofferto all'inizio, si era fatto male, adesso è una soluzione in più". Difesa con tre centrali: "E' un rinforzo per giocatori con queste caratteristiche".

La cronaca

Dopo un avvio di attesa per distruggere il gioco del Cittadella, subito sopra ritmo, la Salernitana costruisce le prime palle gol tra il 12 e il 13'. Dapprima Anderson riceve il pallone da Casasola al limite dell'area ma alza la mira; dopo un giro di lancette, il brasiliano entra in area da sinistra e prova a sorprendere Maniero con una puntata da futsalero. Il portiere dei veneti, però, fa buona guardia sul primo palo e ribatte con il corpo. Dopo tanto studio e qualche sbadiglio, il Cittadella invoca calcio di rigore al 29' - Ogunseye calcia e poi richiama l'attenzione dell'arbitro per la respinta ravvicinata di Gyomber - e  poi manda al tiro Proia (39'), alto sulla traversa.

La ripresa

Taccuino aperto dal 10': Di Tacchio da distanza siderale, con il destro, prova a sorprendere Maniero ma la mira è imprecisa. Qualche istante prima, dopo una corta respinta del portiere al limite dell'area, il capitano aveva provato il drop di sinistro, svirgolando il pallone. Il Cittadella è raccolto, compatto, non concede spazio per il contropiede. Le occasioni arrivano con il contagocce e prova a fare tutto da solo anche Tutino approfittando di una ribattuta: si gira lesto, tiro immediato ma lo specchio della porta è lontano (21'). I veneti hanno sette vite e risorse anche dalla panchina. Mentre Castori fa riscaldare Cicerelli, Aya e Capezzi, il collegfa Venturato manda nella mischia Branca al posto di D'Urso e sul piede sinistro di Gargiulo, sugli sviluppi di calcio d'angolo, c'è il jolly del possibile blitz. Sulla riga di porta, però, spuntano i riflessi, le mani, i guanti di Belec che blocca a terra e blinda la porta granata (23'). Castori mischia le carte e manda in campo Cicerelli al posto di André Anderson. Doppio cambio al 33': Capezzi per Dziczek e Aya per Mantovani.

Hurrà granata

Serve un episodio per venire a capo di una gara complicata e la Salernitana si infila nel tunnel del divertimento al 41'. Il tiro a giro di Casasola trova una maglia del Cittadella, che sporca la traiettoria. Il calcio d'angolo successivo lo batte Cicerelli. In area svetta Bogdan che trova l'impatto decisivo. 1-0 per la Salernitana e primato solitario in classifica.

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