Salernitana bende e cerotti, Ventura: "Siamo contati, altri problemi"

Si è fatto male Lopez, lo staff sanitario prova a recuperarlo, Ventura aveva immaginato una coesistenza con Kiyine

Venti convocati, molti acciaccati, tre punti da conquistare, un sacrificio ulteriore da chiedere alla squadra, sempre la stessa. "Nel frattempo speriamo che sia sempre la stessa, perché abbiamo un po' di problemini. Noi ci proviamo: dobbiamo migliorare quello che siamo. Non entro nel merito di qualche acciacco, ad oggi non ho certezze. Se oggi mi chiedeste la formazione, avrei qualche difficoltà a farla ed a comunicarla. Meno male che c'è la sosta, perché davvero siamo contati. Nella sosta spero davvero di recuperarne due-tre. E' anche vero che la squadra è così compatta che tutti possono giocare dovunque".

L'avversaria

"Il Frosinone era ed è una delle più autorevoli candidate a giocarsi la promozione diretta, insieme all'Empoli, al Benevento. La sua classifica è fasulla, affrontiamo una squadra superiore al Chievo. Noi, però, abbiamo un obiettivo, che è il nostro mantra: la classifica è sempre il risultato di quello che facciamo".

Il modulo

Gli infortuni o il rischio di perdere altri pezzi può provocare una variazione di modulo? "Abbiamo lavorato due mesi per dare concetti. Da qui alla fine può cambiare qualcosa ma domani no. Kiyine può coesistere con Lopez? Poteva essere un'idea ma è venuta un po' meno". Insomma Ventura lascia intuire che si sia fatto male Lopez. 

Effetto Arechi

"E' presto per dire se l'Arechi possa essere il nostro neo e il motivo per il quale raccogliamo più in trasferta. Va nel frattempo detto che la nostra partita migliore è stata la prima in casa contro il Pescara. Oggi questa squadra non è eccitata più di tanto per aver fatto tre vittorie fuori casa. Sono contenti quelli che non sono abituati a vincere. Sono contenti perché non lo fanno mai. Noi sappiamo dove siamo partiti e quindi abbiamo fatto passi da gigante. Non bisogna, però, accontentarsi. Questa è una squadra che adesso parla solo di calcio e più o meno parliamo tutti la stessa lingua e vediamo le stesse cose. Questo gruppo merita tanto rispetto perché sono tutti positivi e pensano tutto in positivo: hanno voglia di dare alla squadra, alla società, alla città, al pubblico. Abbiamo creato un gruppo. Adesso dobbiamo formare la squadra".

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