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Derby: le verità, la rabbia, i veleni e le polemiche del giorno dopo

Giornali, radio, tv e web scatenati nello stigmatizzare i fatti del derby fantasma. Gli inquirenti sono al lavoro per fare chiarezza su quanto avvenuto. Gli ultras rossoneri respingono le accuse di intimidazioni

Come naturale e prevedibile che fosse, i fatti di ieri andati in scena allo stadio Arechi di Salerno sono finiti nel tritacarne mass-mediatico. Un'intera comunità, quella di Salerno e provincia, condannata al pubblico ludibrio su tutte le maggiori testate giornalistiche nazionali ed internazionali a caratteri cubitali, mortificata nei salotti di ogni trasmissione televisiva. Cosa sia successo nella tarda mattinata di ieri a Mercato San Severino, nel mentre la Nocerina si accingeva a partire per Salerno, non è ancora dato sapere con un certo grado di esattezza. Gli inquirenti sono all'opera per fare piena luce su presunte minacce di una frangia della tifoseria molossa che avrebbero messo in condizione i giovani calciatori rossoneri dapprima a rifiutarsi di scendere in campo, una volta giunti a destinazione, e poi ad inscenare, a partita incominciata con forte ritardo, una serie di infortuni a catena che hanno causato, complice una triplice sostituzione dopo neanche 2' di gioco, la definitiva interruzione del match. Un accadimento più unico che raro da condannare e punire, con estrema fermezza, secondo le dichiarazioni dei vertici del calcio italiano e del Questore di Salerno. 

Ma i tifosi rossoneri non ci stanno. Nel cuore di Nocera, nella serata di ieri, hanno sbandierano il loro onore e la loro verità: "La verità di quelli che hanno assistito, la verità di quelli che c'erano" per la quale nessuno è stato minacciato al San Severino Park Hotel ed è stato semplicemente chiesto all'allenatore e alla squadra un eclatante gesto di disobbedienza civile da far risuonare ad ampio raggio a fronte dell'ingiustizia subita nel vedersi negare l'accesso all'Arechi nonostante il possesso della "tessera del tifoso" e nonostante questo sia un impianto capace di garantire l'ordine pubblico di qualsivoglia manifestazione calcistica. Ripetutamente bersagliate di critiche a Nocera, in qualsiasi angolo delle strade nonchè sui social network, le scelte di chi ha voluto Salernitana, Nocerina e Paganese nello stesso girone per poi dover assistere ad una non condivisibile decisione in base alla quale l'Arechi è stato interdetto ai tifosi rossoneri. E sono proprio gli ultras rossoneri, con un comunicato, a rivendicare con fierezza che "Una città abbandonata ha trovato protezione nei propri calpestati diritti solo in undici ragazzotti forestieri ma che da oggi diventano definitivamente grandi e nocerini a tutti gli effetti per quello che hanno fatto". Nelle righe del comunicato si fa riferimento fermo e deciso che di alcuna minaccia si è trattata ma soltanto di un collettivo senso di appartenenza da opporre ad un torto subito. Altrettanto perentorie le conclusioni: "E' nostra intenzione perciò che emerga soltanto la verità, perchè è una verità che darebbe soltanto onore alla nostra voglia di difendere la nostra città, e che darebbe soltanto onore ai nostri unidici molossi che non hanno agito così per paura, ma hanno agito così per dimostrare che la vera farsa era non avere il sostegno del proprio pubblico alle spalle". Ed in effetti "Rispetto per Nocera" è lo slogan che è campeggiato sulle maglie bianche dei calciatori rossoneri e che è volteggiato, per mezzo di un velivolo, sullo stadio Arechi. 

Fatto sta che lo stato maggiore della Lega Pro sta valutando di muovere alla Nocerina e ai suoi tesserati responsabili l'addebito di illecito sportivo, in quanto la balorda partita di ieri è stata pesantemente alterata. Frattanto, anche mister Gaetano Fontana, seguendo l'intero quadro dirigenziale, ha presentato le dimissioni. Chi lo ha sentito telefonicamente ha parlato di una persona con la voce rotta dal pianto al culmine di un'esperienza in quel di Nocera senz'altro travagliata. In quel che resta di questo malandato campionato via libera in panchina,ora, alla coppia Ussia-Miccio in attesa della  probabile stangata del Giudice sportivo sul sodalizio di via Alveo Santa Croce. La Nocerina dunque, dopo i fasti dell'ultimo triennio, è in un'angosciante tempesta perfetta.

A Salerno, invece, c'è ancora grossa incredulità. In settimana il Giudice Sportivo darà partita vinta a tavolino ai Granata per 3-0. Bocche cucite, ancora, tra i tesserati. Oltre alla desolazione di mister Carlo Perrone, che al triplice fischio, in prossimità ancora della panchina, ha mostrato e dichiarato molta amarezza per la brutta pagina di sport salita alla ribalta, il solo patron Claudio Lotito ha preso la parola e ha sottolineato l'avventatezza di una scelta presa dagli organi competenti che ha voluto Salernitana, Nocerina e Paganese nel medesimo girone.

Mentre in ogni dove si parla, straparla e sentenzia, si spengano i riflettori e si lasci che la giustizia, sia sportiva che ordinaria, faccia il suo corso.

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