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Undici metri di delusione: Di Tacchio fallisce il rigore, la Salernitana pareggia con la Spal

I granata allo stadio Arechi non sanno più vincere. L'ultimo successo casalingo è datato 23 gennaio, contro il Pescara. Pesa come un macigno l'errore dal dischetto del centrocampista e capitano. Al 95' c'erano gli estremi per il secondo penalty ma Irrati non lo concede

L'istantanea che "dice" tutto è quella del capitano Francesco Di Tacchio con le mani in faccia dopo il rigore sbagliato (il terzo di fila per i granata) e Anderson che lo consola, dopo esserselo procurato. I rigori si sbagliano ma si assegnano pure: Irrati al 95' non se la sente di concedere il secondo penalty della partita alla Salernitana, dopo il vistoso fallo di mano di Sernicola su Gondo. Castori schizza in campo. I granata sono arrabbiati ma anche delusi perché in casa non sanno più vincere. Adesso sono quarti a quota 43 e senza gli errori dagli undici metri sarebbero primi in condominio con l'Empoli.

Parla solo Di Tacchio

A fine partita, la Salernitana annuncia l'intervista di Castori e poi l'annulla. Bocche cucite, rabbia, il club granata preferisce implodere ed evitare dichiarazioni di fuoco del tecnico. Poi lascia parlare il capitano Di Tacchio. "Dispiace perché avevamo avuto la palla per passare in vantaggio. Ho calciato il rigore, male. Ci poteva stare il secondo rigore ma l'arbitro non se l'è sentita di concederlo. Resta la buona partita, siamo in crescita. Ci aspetta adesso la sfida alla Cremonese, un'altra battaglia". Di Tacchio aveva confabulato con Anderson, al momento di calciare: "Me la sentivo in quel momento. Ci sta sbagliare un rigore ma in quel momento ero sicuro di far gol. Irrati ha detto che Sernicola aveva il braccio attaccato ma avrebbe dovuto concedere almeno il calcio d'angolo. Il mio è un errore tecnico, il portiere era spiazzato. Ho sbagliato la misura". Resta la convinzione della squadra, unita alla fiducia: "Siamo a due punti dal secondo posto. Arriviamo alla conclusione con i nostri pregi e difetti. Vedo, però, che la squadra sta facendo uno step successivo, che è di mentalità. Siamo lì e ce la giocheremo fino alla fine, senza lasciare nulla al caso. Siamo ad un punto dalla seconda e ci vogliamo provare fino alla fine. Che cosa facciamo: ci tiriamo indietro? Noi vogliamo andare in Serie A, perché può cambiare la vita a tutti". Lo scenario: "E' un campionato difficile, ci sono stati tanti pareggi, c'è rammarico, abbiamo giocato contro la Reggiana che ha messo in difficoltà il Monza".

Il rammarico

Era una partita da vincere e c'era il secondo posto da afferrare: la Salernitana lancia l'assalto alla Spal con Djuric e Tutino, più Kiyine per "armare" (ma l'esperimento durerà poco) la coppia d'attacco. Gli estensi hanno la panchina dell'allenatore Marino che traballa: si dispongono con il 3-5-2 e pronti, via lasciano un metro di libertà a Coulibaly. Tiro alto. Largamente fuori misura, invece, il tiro di Casasola al 13', dopo la percussione e il rimpallo. La prima, importante palla gol matura al 18': Kiyine - da destra dopo aver battuto il calcio d'angolo - fionda il pallone al centro, la Spal respinge a fatica ma c'è spazio per la torre di Coulibaly, una furia, e la girata in bello stile di Aya, che si perde di un soffio sopra la traversa. Al 32' ci prova anche Di Tacchio: tiro telefonato, tra le braccia di Berisha.

La reazione

Legata alle giocate del proprio calciatore di maggiore estro, la Salernitana perde brio quando si spegne - molto presto - la luce di Kiyine. La squadra di Castori abbassa così il baricentro e la Spal prende coraggio. In questa fase, gli estensi costruiscono due occasioni. Tocca ad Adamonis mostrare i muscoli al 44' per deviare il tiro di Acencio, diretto all'angolo alla sua sinistra. Pasticcia la difesa granata e il portiere lituano non si fa sorprendere. Poi ci mette una pezza Gyomber, decisivo allo scadere della prima frazione, su tap-in di Paloschi, dopo aver lisciato il cross proveniente dalla destra.

La ripresa

Castori lascia nello spogliatoio Kiyine e ridisegna la mediana vecchia maniera: al suo posto c'è Capezzi. Tocca, però, a Coulibaly, nel giorno del suo compleanno, sfiorare il gol del vantaggio al 17', smarcato da un rimpallo dopo la lunga rimessa laterale battuta da Jaroszynski. In precedenza, era stata provvidenziale la chiusura di Casasola (14') sul tiro di Paloschi. La partita non ha padroni e la Salernitana nel tentativo di sbloccarla presta anche talvolta il fianco all'avversaria a caccia del bis. Accade al 22': fendente di Sala, da sinistra, ma Adamonis è attento e blocca a terra. La gara non si sblocca e Castori opera un triplo cambio per tentare la sterzata: entrano Gondo (fuori Djuric), Durmisi (fuori Jaroszynski) e Anderson al posto di Coulibaly. La Salernitana si schiera con il modulo 3-4-1-2: il brasiliano alle spalle di Gondo e Tutino.

Il volo di Marius

La paratona, però, la sfodera Adamonis sotto gli occhi di Micai, in panchina, e del vice Belec che si accomoda in tribuna. E' storia del 30': cross dalla destra, colpo di testa di Segre che prende il tempo a Gyomber e l'estremo difensore granata vola alla sua sinistra per schiodare il pallone con un intervento sontuoso. Negli ultimi minuti esce di scena anche Tutino. Al suo posto c'è Cicerelli che si gira lesta e tira al 42' ma la conclusione è centrale.

Il tocco e la mira difettosa

"E adesso chi tira?". Senza Kiyine, Djuric e Tutino, i rigoristi, la domanda fa il giro della panchina, quando Irrati al 44' indica il dischetto. Assist illuminante di Capezzi, Anderson cerca e trova il contatto con Berisha. Anderson vorrebbe battere ma Di Tacchio afferra il pallone e dagli undici metri lo spedisce alle stelle. Poi la coda velenosa: Gondo prova il controllo, fallo di mani di Sernicola, l'arbitro Irrati non vede, il primo collaboratore, signor Christian Rossi di La Spezia, non lo assiste. La Salernitana protesta, schiuma rabbia ma resta al palo.

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