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Magico Gondo in pieno recupero: la Salernitana afferra e ribalta il Venezia

L'attaccante ivoriano segna due gol dal 47' al 49' della ripresa. E' apoteosi all'Arechi: granata puniti dal lagunare Maleh, poi sale in cattedra il portiere ospite, Maenpaa. Alla ripresa entra Djuric: diffidato ed ammonito, salterà la prossima partita contro il Monza. Centravanti sfortunato: colpisce il palo di testa al 42', poI delirio granata

All'ultimo assalto, in pieno recupero: ci pensa Gondo in mischia, al 47' della ripresa, ad afferrare il Venezia e ci pensa ancora lui al 49' a ribaltare. E' 2-1, come all'andata. E' delirio granata. Espulsi tutti - a cominciare dal team manager Avallone - ma la vittoria è da apoteosi. La Salernitana butta via il primo tempo ma poi si scarta, si accende e passa all'incasso come solo i castorizzati sanno fare. E' una vittoria che vale doppio, triplo: la promozione diretta resta nel mirino. All'esterno dello stadio, tifosi, caroselli e dagli stereo la canzone che fu leggenda, nel '90: Vattene Amore.

Il commento di Castori

"Ci sono anche gli avversari e non sempre si riesce a partire bene. Lo ha fatto, invece, il Venezia e noi non avevamo i tempi giusti. Nella ripresa, però, è stato un assedio. Partita incredibile, anzi sarebbe stata incredibile se non l'avessimo presa. Sembrava tutto stregato: grandi parate del portiere, palo. Poi l'abbiamo afferrata e ribaltata. Questa è una squadra che non si arrende mai - dice Castori, l'allenatore di un gruppo speciale -. La gente è orgogliosa di noi, ma adesso siamo lì, mancano 4 gare ad un punto dalla promozione diretta e ci vogliamo giocare questa grande opportunità, che sarebbe una cosa straordinaria per noi e per la città. Adesso i playoff sono garantiti ma fino a quando la matematica ci dà speranza, vogliamo credere fino alla fine anche alla promozione diretta. Il calcio è di tutti, della gente, ci crediamo tutti insieme". Dopo il palo du Djuric sembrava tutto stregato: "La carambola, il palo di Djuric, sembrava tutto deciso ma finché c'è vità c'è speranza. Non abbiamo abbassato il livello di concentrazione e siamo cresciuti fino all'ultimo perché non si fa mai quale sia la palla giusta. Nel recupero, abbiamo trasformato quella che poteva essere una beffa in una grande gioia". Ci sono partite che segnano una stagione: in due minuti, tutto ribaltato. Può essere la svolta. Mentre Castori parla, la gente fuori urla "ci devi credere". Prosegue il mister: "Il portiere loro parava tutto, le palle uscivano in maniera rocambolesca. Non bisogna mai abbassare l'umore e l'episodio bisogna andarselo a cercare. Mancano 4 giornate e adesso venga quel che venga". Al Monza si arriva senza Djuric e con un calendario che sarà diverso, alla luce dei rinvii: "Adesso torno a casa e guardo la partita con il Monza. Se c'è da fare la sosta la facciamo ma la sosta ci penalizza. Spero che non accada ma se dovesse succedere, ci danneggia. Avevamo fatto di tutto per finire entro il 7 maggio, faremo diversamente. Adesso, però, la squadra sta benissimo". Le scelte dell'avvio, lo schieramento di Chiavari: "La Salernitana è una e basta - replica Castori - è una squadra che ha elasticità ed è una risorsa".

La tattica

Castori mischia le carte e ridisegna il modulo della Salernitana. I granata “vanno” di 4-4-1-1, cioè Kiyine a sostegno dell’unica punta, Tutino. Cicerelli resta in posizione di pendolo sulla sinistra e Kupisz gioca a destra. In mezzo al campo, due mediani: Schiavone e Di Tacchio. Il Venezia subisce per qualche minuto il fraseggio della Salernitana – colpo di testa di Bogdan, fuori – ma poi guadagna campo, ritmo e personalità. Sfreccia al 4' sulla destra, si infila in area con Crnigoj e invoca il calcio di rigore dopo il contatto con Di Tacchio. L’arbitro sorvola e ammonisce l’allenatore Zanetti per proteste. Ancora Venezia e tanti brividi per Belec: dalla bandierina calcia Di Mariano, colpo di testa di Modolo tutto solo in area e Fiordilino in tap-in non inquadra lo specchio. 

Il gol lagunare

La Salernitana attende e dovrebbe ripartire, ma non riesce a farlo in modo fluido. In aggiunta, deve farlo palla a terra perché ha rinunciato al centravanti e quindi non può sfruttare lanci lunghi né spizzate. Il Venezia, invece, ha campo, palleggio e gamba. Il gol degli ospiti è una conseguenza. Sfondano sulla sinistra, combinano Maleh e Di Mariano che mette a sedere Casasola e crossa per Forte che impatta. Il pallone resta in area e Maleh, più lesto di tutti, fa crollare l'imbattibilità casalinga di Belec. Venezia in vantaggio al 28'.

Il muro di gomma

La Salernitana si scuote e in un minuto e mezzo costruisce tre clamorose palle gol. Il Venezia, però, si aggrappa mani e piedi allo strepitoso portiere Maenpaa, che replica con tre interventi miracolosi. Dal 35' al 36', accade di tutto. Dapprima Kiyine apre il varco con due dribbling sontuosi. Il tiro indirizzato al palo alla sinistra del portiere non è angolatissimo, ma a filo d'erba e ravvincinato. Maenpaa ci arriva adrittura con entrambe le mani e in deviazione bassa, sul fianco sinistro. Altra percussione dopo pochi secondi, stavolta da sinistra: Cicerelli pennella una traiettoria da urlo ma il portiere del Venezia vola all'incrocio alla sua sinistra e salva i lagunari. Ancora cross dalla destra, Di Tacchio perde il tempo del primo impatto ma poi chiude di testa e Maenpaa è ancora reattivo, concedendo solo corner.

Le mosse

La ripresa comincia con due cambi granata. In campo ci sono Djuric e Capezzi. Escono Cicerelli e Schiavone. Il centravanti bosniaco si fa apprezzare subito per la bella sponda con la quale libera Di Tacchio. Conclusione di sinistro, al 4', ma ribatte la schiena di un avversario. All'8', Djuric concede il bis. Sul pallone a campanile, prende posizione, svetta e indirizza di testa verso Tutino. Tiro di destro indirizzato al palo lungo, ma è provvidenziale la deviazione di Ceccaroni, che serve a sporcare la traiettoria. Poi Capezzi rischia la frittata. Errore grave con difesa in uscita Johnsen si infila e tira a colpo sicuro ma Belec, d'istinto, trova il piede di richiamo - il destro - e sbarra la strada (13'). Ancora errori ed ingenuità: Djuric rincorre Fiordilino, comme un fallo di frustrazione, l'arbitro non lo considera tattico ed estrare il cartellino giallo che pesa: il centravanti era diffidato e salterà la prossima partita contro il Monza. Al 20', Castori va al rischiatutto: in campo anche Anderson, non esce Kiyine ma Kupisz. Il modulo diventa 3-4-1-2. Kiyine inventa ma manca la zampata decisiva. Ci prova anche Capezzi dopo un palleggio in bello stile, ma il tiro finisce fuori. Ancora un cambio: Veseli fa posto a Jaroszynski.

Gli ultimi assalti

Occasione clamorosa per la Salernitana al 30'. Mischia in area, sul pallone c'è Gyomber che tira rabbioso ma "spara" in curva. Poi Anderson viene atterrato al limite dell'area. Orchestra il calcio di punizione con Jaroszynski che riceve e tira: forte e centrale, Maenpaa blocca a terra (35'). Castori utilizza un altro attaccante. Esce Tutino ed entra Gondo al 37'. Poi si illumina la mattonella di Casasola: tiro al volo di sinistro, fuori di un soffio. Tanta sfortuna al 42': cross di Casasola, colpo di testa in tuffo di Djuric e palo pieno. Non è finita. Ci pensa Gondo, in 2' a cambiare la scena, l'aria, la prospettiva: dal 47' al 49', la Salernitana vede la gloria. Lo speaker pompa nelle vene granata Vattene Amore: "Il mondo sa tutto di noi..." E invece non ancora: i granata hanno mille risorse e riservano mille, magiche sorprese.

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