Salernitana post Covid: Gian Piero Ventura in conferenza su Zoom

Le presentazioni al tempo dell'emergenza sanitaria: il club granata dà appuntamento ai giornalisti attraverso la piattaforma social. Domande da prenotare, Ventura in diretta nella sala stampa dello stadio Arechi

Le conferenze al tempo del Covid: la Salernitana dà appuntamento ai giornalisti attraverso Zoom. Domande da prenotare, Ventura in diretta social nella sala stampa dello stadio Arechi per presentare la sfida di domani al Pisa (stadio Arechi, porte chiuse, ore 18). Tanti infortuni: ancora bende e cerotti.

La conferenza

"Prima era una squadra che andava a scuola, adesso è una squadra che vuole andare da sola. Dopo i passi che abbiamo fatto dall'inizio ad oggi, vincere sarebbe un grande passo avanti nella ricostruzione", esordisce l'allenatore granata. Tante incognite di formazione e una novità "enorme" tra i pali: Vannucchi esordisce dopo due anni, Micai ko dopo 70 partite. "E' nata male questa ripresa, prima un problema al dito e adesso al torace per Micai, in un infortunio procuratosi durante un intervento, in uscita. In porta va un giocatore, Vannucchi, che gode della nostra fiducia. E' sempre stato zitto, ho una fiducia illimitata in lui. Zero problemi e sono convinto che ci darà una grossa mano perché la sua voglia è nettamente superiore a quella degli altri".

L'attesa

"Spero che la Salernitana più consapevole dei suoi mezzi, più convinta. Quello che è stato fatto è tanto ed esula da risultati. Parlo di ricostruzione interna nostra - ha detto l'allenatore della Salernitana - Tre mesi inaspettati, è evidente che c'è un punto di domanda che vale per tutte le squadre, mi auguro che - da quello che ho percepito in questi trenta giorni in cui ci siamo insieme - la squadra abbia la convinzione di poter aver intrapreso la strada per ritagliarsi un piccolo, grande spazio da protagonista in questo campionato. Ho avuto la percezione che la squadra abbia preso coscienza. Prima andava a scuola... Sappiamo di non essere i più forti del campionato ma ci proveremo fino alla fine. Sono estremamente curioso, dopo tre mesi di sosta. Non abbiamo neanche una partita normale: tutti scontri diretti, non abbiamo Trapani, Livorno o Cosenza, che sono le ultime in classifica". 

L'effetto acquario

Si giocherà senza pubblico ma è il primo passo e la speranza è che presto anche gli spalti possano essere ripopolati. "Porte chiuse e mancanza di tifosi è un danno per il calcio in generale e in particolare per Salerno che viene considerata in B il club con una delle migliori tifoserie al seguito. Anche io avrei voluto essere all'Arechi e fare conferenza di persona e invece siamo qui online. La curva c'è e ci sarà sempre ma la crescita della squadra avviene anche in questo. Quello che conta è il campo, quello che fai. Aspetto fisico importante ma non sufficiente. L'aspetto mentale va verificato: dopo tre mesi c'è chi ha capacità di riaccendere direttamente la spina anche in partita e chi solo in allenamento. Chi avrà la capacità di accendersi anche a porte chiuse, potrà mettere a frutto potenzialità. Chi avrà spina staccata non potrà dare contributo importante. Vale per tutti. Il vero grande problema è fisico e mentale inteso non come quando abbiamo iniziato il campionato, ma perchè solo chi ha avuto grandi infortuni sta 3 mesi fermo. Ci sono calciatori che in vita loro non l'hanno mai fatto. Sta alla capacità di tutti noi affrontare queste partite senza voler strafare ma sapendo che le cose non vengono per caso, bensì con determinazione feroce di voler diventare tutti protagonisti"

Il ricordo dell'ex e l'insidia caldo

"Ho un ricordo bellissimo, a Pisa era calcio di altri tempi, Cerci era giovanissimo io pure molto più giovane: avevo 25 anni (ride, nda). Il nostro schieramento sarà in base a come si schiera il Pisa: abbiamo provato un sacco di cose in funzione di come si schiereranno gli avversari. Appena vedrò formazione del Pisa deciderò schieramento e l'aspetto tattico. I giocatori già lo sanno. Non posso andare al buio. Ce le vogliamo giocare, in questo mese abbiamo provato un po' di cose, siamo in grado di poterle fare a seconda di come si schierano gli avversari". Sarà un calcio diverso, temperature torride: "Nessuno ha mai affrontato queste condizioni, tranne chi ha fatto un Mondiale. Pensiamo ai Mondiali Stati Uniti e quanto il caldo abbia inciso sulle prestazioni e sui risultati. Ricordo l'amichevole che abbiamo fatto contro Bari e Reggina, la prima fatta a Salerno, alla fine del riscaldamento le maglie dei giocatori strizzavano acqua che sembravano immerse in mare. E' una situazione anomala: dobbiamo prenderne atto e faremo di necessità virtù. Il calcio senza tifosi è monco. I vari comitati si sono un po' sbizzarriti all'inizio, poi il tempo porta tutti alla ragione". Un pensiero anche alla festa della Salernitana, nel giorno del suo compleanno numero 101: "Mi sento anche un fortunato, è motivo di orgoglio arrivare a Salerno, lasciamo stare come e perché, nell'anno del centenario e nell'anno successivo. Faccio augurio di altri cento anni, io non so se ci sarò...". Rinuncia stipendi? "Io ho rinunciato quando sono venuto, dieci volte di più di quello che hanno dato i calciatori. Non potevo dare più niente perché non ho più niente. Premio promozione? Erano talmente certi che non c'era possibilità (dice facendo una battuta, nda) che hanno messo premio promozione. Mai dire mai nella vita".

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