rotate-mobile

77 anni dal disastro di Balvano: l'intervista a Enzo Galdi

Anche il governatore De Luca e l'Anpi di Cava de' Tirreni hanno voluto ricordare l'evento del marzo '44, a causa del quale persero la vita più di 600 persone

In occasione del settantasettesimo anniversario del disastro di Balvano, a causa del quale persero la vita oltre seicento persone, abbiamo intervistato Enzo Galdi, nipote di Vincenzo Cuoco, uno dei conduttori del treno 8017.

Il messaggio di De Luca

Anche il governatore De Luca ha voluto lasciare un messaggio in occasione dell'anniversario del tragico evento: "Ricordiamo oggi, a distanza di 77 anni, il disastro di Balvano, l’incidente ferroviario avvenuto il 3 marzo 1944 nella galleria Delle Armi, nei pressi della stazione di Balvano-Ricigliano, in provincia di Potenza. Siamo vicini alle famiglie di quanti persero la vita in una tragedia che provocò 600 morti, molti dei quali campani. E desidero ringraziare il sindaco Costantino Di Carlo, che oggi renderà omaggio a quelle vittime anche a nome della Regione Campania. Era nostra intenzione essere presenti, e siamo certi che presto ciò potrà sicuramente avvenire".

Il ricordo dell'Anpi di Cava de' Tirreni

"Il disastro di Balvano è il più grave incidente ferroviario mai accaduto in Italia e fra i più gravi al mondo per numero di vittime - ha raccontato Luca Pastore, presidente dell'Anpi di Cava de' Tirreni - Ancora oggi non si ha una stima precisa di quante persone morirono veramente a bordo di quel treno. Il treno 8015 partì da Napoli la mattina del 2 marzo per poi cambiare numero d’identificazione in 8017 a Battipaglia con direzione Potenza. Un treno merci con a bordo tra i 600 e i 700 passeggeri, quasi tutti campani, rimase bloccato per ore nel cuore della notte in una delle tante gallerie fatiscenti e dimenticate del Sud Italia.

All’alba del 3 Marzo centinaia e centinaia di cadaveri giacevano ovunque, sia ai lati che a bordo del treno; Donne, uomini e bambini diretti in Basilicata per scambiare utensili e stoffe in cambio di cibo: in quel periodo il baratto era l’unica fonte di approvvigionamento per la popolazione del Sud Italia. Se oggi il disastro di Balvano può essere ricostruito in maniera dettagliata lo si deve soprattutto alle indagini portate avanti nel corso degli anni da Patrizia Reso, che ha ridato identità ai tanti Cavesi morti all’interno della galleria delle Armi definita dalla stessa Patrizia come: Una galleria lunga quasi due chilometri trasformata in una camera a gas. Documentazione raccolta nel libro Senza ritorno. Balvano ’44, le vittime del treno della speranza, edito da Terra del Sole. Chiediamo - conclude Pastore - a questa amministrazione di non dimenticare e di impegnarsi di più rispetto alla Memoria. Un appello che lanciamo anche all’assessore all’ istruzione di divulgare questa tragedia all’ interno delle scuole".

Copyright 2021 Citynews

Sullo stesso argomento

Video popolari

77 anni dal disastro di Balvano: l'intervista a Enzo Galdi

SalernoToday è in caricamento