"GustaSalerno"

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Bontà al profumo di finocchietto: la ricetta delle scaldatelle campane

La pasta è lavorata a mano con farina di grano, olio, sale, semi di finocchio e a volte uova, e lievita naturalmente

Squisite e diffusissime in tutto il Sud, specie nel nostro territorio: sono le scaldatelle o scavuratiell', alias taralli che rappresentano un cibo della tradizione in tutte le aree interne, a forte produzione cerealicola.  Il nome deriva dal fatto che, prima di essere cotti in forno, vengono riscaldati, ossia bolliti, in acqua. La pasta è lavorata a mano con farina di grano, olio, sale, semi di finocchio e a volte uova, e lievita naturalmente.

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La ricetta

Si lascia lievitare e poi si formano con le mani dei cilindri, che vengono chiusi sovrapponendone gli estremi: i taralli vengono buttati in acqua bollente senza sale, poi asciugati e cotti in forno. Hanno un colore dorato, consistenza molto friabile e un sapore caratteristico di finocchietto. Irresistibili.

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