La Gori non vuole assumere i 14 lavoratori della centrale idrica di Mercato Palazzo a Sarno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Fumata nera tra la Gori, Regione Campania, Consorzio Ato 3 e sindacati per la gestione della centrale idrica regionale di Mercato Palazzo a Sarno: scatta la protesta dei lavoratori. Si è conclusa con un nulla di fatto, questa mattina, la riunione tenutasi in Prefettura, a Salerno, per la vertenza che riguarda i 14 operai dell'impianto. La Cisl, rappresentata dal segretario regionale, Giuseppe Carbonara, e dal referente della Femca Salerno, Giovanni Ferraioli, non è riuscita a trovare un accordo con la Gori, che non è voluta scendere a patti con la sigla sindacale. Per questo, già nel pomeriggio di oggi, la Femca ha organizzato un'assemblea tra i lavoratori dell'impianto per studiare nuove forme di lotta in vista del prossimo 15 maggio, quando la società di Ercolano dovrà subentrare alla P. G. Costruzioni. Non è bastato, dunque, l'impegno della Regione Campania che, rappresentata in Prefettura dal direttore generale del settore Ambiente, Michele Palmieri, a garantire la copertura finanziaria per i 14 lavoratori di Sarno. La Gori, infatti, si è detta non disponibile ad assumere gli operai dell'impianto dell'Agro nocerino, nonostante l'ok ad amministrare la struttura. Una situazione venutasi a creare dopo la notifica dell'interdittiva antimafia che ha colpito l'imprenditore della società che gestiva, in appalto, l'impianto di proprietà della Regione Campania. Ma ieri, nonostante le pressioni dell'Ente di Palazzo Santa Lucia, e del commissario dell'Ato 3, Carmine Fienga, l'amministratore delegato della Gori, Giovanni Paolo Marati, ha deciso di non accettare la proposta del sindacato. "Nelle prossime ore cercheremo, insieme ai lavoratori, di organizzare nuove forme di lotta per difendere i diritti di questi operai", ha detto Giuseppe Carbonara della Cisl Campania. "La Gori vuole gestire l'impianto, ma non vuole i lavoratori. Una scelta decisa nonostante la volontà della Regione che, per questo periodo transitorio, ha deciso di mettere a disposizione anche delle risorse finanziarie per gli operai. Questa gestione, infatti, sarà provvisoria, in attesa della legge regionale, che arriverà dopo le elezioni, per la riorganizzazione dei lavoratori impegnati nel servizio idrico".

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