Insetti e moscerini nei cannelloni: le precisazioni della "Divella"

Dopo la segnalazione di un nostro lettore sulla presenza di moscerini e insetti all’interno di un pacco di cannelloni, pubblichiamo la relazione, inviataci proprio dalla società Divella, circa le cause che determinano l’infestazione delle confezioni

Dopo la segnalazione di un nostro lettore sulla presenza di moscerini e insetti all’interno di un pacco di cannelloni, pubblichiamo la relazione, inviataci proprio dalla società Divella, circa le cause che determinano l’infestazione delle confezioni di pasta secca. In allegato, in basso, le circolari del Ministero della Salute.

La nota integrale della Divella:

E’ notorio e di esperienza comune che gli insetti granivori, infestanti il frumento, non possono passare vivi attraverso le fasi di macinazione, impasto e trafilazione e, soprattutto, all’interno degli impianti di essiccazione in quanto notevoli sono i valori di pressione e di temperatura (l’essiccazione avviene ad una temperatura che va da 75°C a 85°C per la durata da 8 a 36 ore a secondo del formato);  Per meglio chiarire si fa presente che gli insetti infestanti, in termini ottimali, non si sviluppano a temperature inferiori ai 21° C se in ambienti asciutto, cioè a basso tenore di umidità ed inoltre superati i 34° C lo sviluppo rallenta fino a bloccarsi completamente a temperature di 38 °– 42 ° C a causa della denaturazione delle sostanze proteiche: Si capisce pertanto che qualsiasi fase di sviluppo dell’insetto non può sopravvivere alle fasi di macinazione. impasto, trafilazione ed essiccazione; Bisogna inoltre ricordare che i locali e tutto l’impianto di produzione e deposito della F. Divella S.p.A. sono sottoposti a severi controlli come previsto dalle procedure inerenti la rilevazione dei punti critici (HACCP-Hazard Analysis And Control Of Criticals Points) che hanno lo scopo di impedire l’insorgere di problemi igienico-sanitari durante tutte le fasi della filiera attraverso una serie di controlli specifici tra cui anche il Filth test ed il monitoraggio con trappole a feromoni (innescate con emanatori di feromoni sessuali), eliminando il rischio di contaminazioni indesiderate; Si ricorda ancora che è’ stato affermato in una giurisprudenza costante e consolidata negli anni, all’esito di alcune istruttorie volte ad accertare la sussistenza dell’infrazione di cui all’art. 5 della legge n.283/1962 e, anche in letteratura scientifica ( da ultimo studio Prof Luciano Suss – Università degli Studi di Milano – Facoltà di Agraria datato 15/09/2010) che, dai suddetti presupposti, l’infestazione ha origine dopo la fabbricazione delle paste alimentari, non prima e, quindi, all’interno dei depositi dei punti vendita o nelle dispense dei consumatori stessi dove la molteplicità di alimenti conservati (pasta, riso, biscotti, farina, legumi, frutta secca, spezie ecc.) e gli svariati odori (l’insetto appena schiuso dall’uovo possiede organi olfattori di elevatissima sensibilità per individuare l’ubicazione del cibo e mezzi adeguati per raggiungerlo) che ne derivano, attirano gli insetti infestanti che vi trovano un habitat idoneo per microclima e disponibilità di cibo; Le cattive condizioni di conservazione ( assenza di ricambio d’aria; eccessiva umidità e presenza di muffe) favoriscono l’insediamento e la proliferazione di molte specie di insetti Lepidotteri, Coleotteri e Ditteri, parassiti che infestano principalmente i cereali (frumento, orzo, mais, riso e legumi, etc.) proliferando più velocemente in condizioni climatiche di caldoumido interne ed esterne (soprattutto nei mesi estivi) e migrando nella fase adulta o larvale verso le confezioni dei prodotti suddetti in cui penetrano grazie al loro apparato boccale masticatore; Si osserva che per effetto di espressa previsione normativa (già art.10 del D.Lgs n.109/92, s.m.i, e ora confermata dal Reg UE n.1169/2011 informazioni sugli alimenti ai consumatori) rientra nelle prerogative esclusive del produttore quella di determinare il periodo di durabilità, c.d. termine minimo di conservazione (T.M.C.). Orbene, su tutte le confezioni di pasta alimentare prodotte dall’azienda Divella v’è l’avvertenza che il T.M.C. ivi indicato ha valore solo se ed in quanto il prodotto viene “conservato in luogo fresco asciutto”. Dagli atti in possesso della Azienda non emerge, né è dato conoscere, le condizioni igienicosanitarie dei locali di deposito e vendita della pasta, né la temperatura ambientale; Si osserva ancora che dalla unità produttiva Divella vengono quotidianamente immessi sul mercato italiano ed estero circa 2.400.000 (duemilioniquattrocentomila) confezioni di pasta: consequenzialmente è del tutto infondato ritenere che il resto dei lotti possa essere considerato a rischio per l’eventuale infestazione; Ancora le cattive modalità di conservazione, nella lunga filiera commerciale (piattaforme di distribuzione intermedie, depositi, locali di deposito dei punti vendita e punti vendita), sono la causa della consequenziale infestazione, alla quale non si sottrae la “pasta alimentare secca in confezioni” da chiunque prodotta, anche se con semole diverse, tempi e stabilimenti di produzione e confezionamento diversi; Si precisa anche che da sempre la Società utilizza cellophane trasparente come materiale per il confezionamento per consentire, con immediatezza, di verificare anche ictu oculi l’eventuale presenza di infestazione da parassiti dei cereali e legumi; Di più si aggiunge che la pasta viene consegnata alla grande distribuzione a mezzo documenti di trasporto (DDT). In ogni documento di trasporto emesso dalla F. Divella SpA è riportata la seguente dichiarazione, che viene regolarmente sottoscritta all’atto della consegna: dichiaro di aver controllato personalmente lo stato di ottima conservazione dei prodotti ricevuti con la presente  ed in particolare, che gli stessi non sono infestati da parassiti di qualsiasi genere”.

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