"Affittare casa? Non c'entra il reddito: se sei straniero, nulla da fare", il caso choc a Salerno

Inqualificabili, le risposte da parte di privati e agenzie immobiliari, ricevute dai due giovani, di cui uno con una grave patologia e con regolare pensione di invalidità e l'altro con contratto di lavoro

"Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana", diceva molti anni fa Albert Einstein. Eppure, purtroppo, oggi, nel 2019, a Salerno, ben pochi, a quanto sembra, scelgono di condividere tale profonda riflessione. A dimostrarlo, il caso di due giovani africani, regolari, l'uno con regolare contratto di lavoro e l'altro con pensione di invalidità che, nonostante continue ricerche, non riescono a trovare qualcuno disposto ad affittare loro un piccolo appartamento in città.

La denuncia

"Ci spiace, preferiamo non avere a che fare con inquilini stranieri", "No, non ci interessa il reddito: se sono stranieri, nulla da fare". E, ancora: "Spiacenti, ma la nostra agenzia ha proprietari di immobili esigenti: preferiamo non mostrarvi la casa che vi interessa". Queste solo alcune delle inqualificabili risposte da parte di privati e agenzie immobiliari, ricevute dai due giovani, aiutati nella ricerca, peraltro, da qualche persona italiana che li ha presi a cuore. Circa una trentina, i proprietari di immobili salernitani contattati che hanno chiuso le porte ai due giovani stranieri, discriminati esclusivamente per la loro provenienza.

Il caso

Perfettamente in grado di sostentere le spese per l'affitto e rispettosi del Paese dove sono approdati dopo una traversata della fortuna, i ragazzi, ad oggi, si trovano impossibilitati a sistemarsi in un'abitazione dignitosa, nonostante la grave patologia sofferta da uno dei due, a causa dell'evidente razzismo che aleggia in città. Città che, in altri e numerosi casi, si è distinta per opere benefiche e solidali, ma che, in questo caso, sta mostrando tutto il peggio di sè, provocando amarezza e rabbia proprio in chi, differentemente da altri e non senza difficoltà, sta cercando di integrarsi. "Non capiamo perchè nessuno vuole affittarci la casa - denuncia uno dei protagonisti della vicenda - Se certifichiamo la possibilità di sostenere l'affitto e le bollette, perchè non possiamo vivere in una casa dignitosa anche noi? Quale sarebbe la nostra colpa? E' possibile che, senza neanche conoscerci, riceviamo secchi rifiuti da parte di agenzie e privati che ci giudicano solo in base al colore della pelle? Quali criteri di selezione vengono usati per accettare inquilini? Siamo delusi e in grave difficoltà". In sostanza, al di là di appelli politici, condivisi o contrastati, quali "aprite i porti", probabilmente, alla comunità tutta, ne andrebbe rivolto un altro, prioritario: "Aprite i cuori. E le menti.".

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