Nocera Inferiore, spaccio ai piedi del crocifisso: la Cassazione conferma le condanne

Tre le posizioni al vaglio dei giudici della Suprema Corte

Spaccio ai piedi del crocifisso di Piedimonte, la Cassazione respinge e conferma le condanne per la maxi operazione anti droga, a Nocera Inferiore, del 2014. Tre le posizioni al vaglio dei giudici della Suprema Corte.

Le decisioni

Restano confermate le pene decise in Appello a 9 anni e 4 mesi per M.D.E. , ritenuto figura principale dell'intera indagine; un anno e quattro mesi per G.D.A. , con pena dimezzata rispetto ai tre anni del primo grado mentre sono dodici gli anni inferti e confermati per F.D.E. Erano proprio i due fratelli, coinvolti due anni fa in una maxi indagine della Dda sui gruppi criminali a Nocera Inferiore, a essere stati considerati i vertici di un gruppo attivo nello storico quartiere di Piedimonte, divenuta piazza per consumatori di hashish, marijuana e cocaina. L'indagine abbracciava un periodo che andava dal 2011 al 2012, con la droga da spacciare nascosta ai piedi di un crocifisso. Da qui il nome dato dai carabinieri del gruppo territoriale di Nocera Inferiore. L'organizzazione fu documentata in due fasi diverse, grazie all'installazione di telecamere. Una di queste fu anche danneggiata, poi sostituita con un'altra simile, dai carabinieri. 

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