Vendita del palazzo dell'Archivio di Stato, Canoro (GD): "Scelta sbagliata"

Giovani Democratici: "Un valore culturale intangibile e inestimabile, non riconducibile entro i 16 milioni di euro di stima riportati nel Piano delle alienazioni immobiliari 2015-2017 della Provincia di Salerno"

Riflettori puntati sulla vendita del palazzo dell'Archivio di Stato: Pierluigi Canoro, responsabile Cultura di Giovani Democratici Salerno Città scende in campo, dopo una nuova visita presso la sede di largo abate Conforti, al fine di confrontarsi ulteriormente con il personale in merito alla paventata cessione dell’immobile, di proprietà della Provincia di Salerno e dato in locazione al MiBACT. "Il palazzo, antica dimora gentilizia dei della Porta e poi dei Guarna, è stato utilizzato almeno dal ‘500 per funzioni giudiziarie, ospitando in successione dapprima la Regia Udienza, poi il Tribunale di Prima Istanza e la Gran Corte Criminale e infine il Tribunale Civile e Correzionale e la Corte d’Assise. Dal 1934 vi ha sede l’Archivio. - ricorda Canoro - Il patrimonio archivistico e librario, che, in caso di vendita, non si saprebbe dove collocare (si vocifera a Nocera), è vastissimo, con oltre 100.000 pezzi di documentazione cartacea, 24.000 volumi e 1000 pergamene, tra cui numerosi diplomi di laurea della Scuola Medica Salernitana. Si tratta di un patrimonio storico immenso, di fondamentale importanza per la città di Salerno e per tutto il territorio, cui si aggiunge il pregio storico-artistico della cappella di San Ludovico al pianterreno con affreschi del XIV secolo. Un valore culturale intangibile e inestimabile, non riconducibile entro i 16 milioni di euro di stima riportati nel Piano delle alienazioni immobiliari 2015-2017 della Provincia di Salerno", ha aggiunto.

Secondo Canoro, "il prosieguo di questo percorso è assolutamente da scongiurare, ancor più dopo la sentenza del TAR di qualche mese fa che ha respinto il ricorso tardivo del MiBACT, validando le scelte di palazzo Sant’Agostino. Scelte motivate all’epoca dalla necessità di conformarsi al nuovo ruolo di ‘hub’ delineato per le Province dalla legge Delrio, in attesa della cancellazione con la modifica del Titolo V della Costituzione. Non avendo la riforma elettorale superato il vaglio dell’elettorato è giunto il momento, come lo stesso presidente Canfora ha sottolineato all’atto dell’insediamento del nuovo consiglio provinciale ed in una recente conferenza stampa, - incalza Canoro - di riaprire una discussione sul futuro dell’ente intermedio, punito nelle risorse ma titolare di importanti competenze. Sono dunque cadute anche le ragioni a monte di quella decisione. Inoltre la proposta di vendita –anche per via delle pendenze giudiziarie e presumibilmente per la base di partenza- non ha finora riscontrato l’interesse del mercato, fornendo un motivo in più per tornare sui propri passi", ha concluso, auspicando la revisione del piano delle alienazioni, di prossima scadenza, eliminando ogni riferimento al palazzo dell’Archivio di Stato o la riapertura di una trattativa per la cessione agevolata allo stesso MiBACT.

 

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