Tra gli scrutatori a Nocera "figli di dipendenti e politici". L'opposizione: "Hanno sbagliato i dipendenti"

Sulla polemica scoppiata sul sorteggio degli scrutatori con la quale era stato segnalato da un gruppo di cittadini che non si fossero seguiti i criteri di parità nella nomina, interviene il consigliere comunale di opposizione, Alfonso Schiavo

Sulla polemica scoppiata sul sorteggio degli scrutatori a Nocera Inferiore, in vista delle prossime elezioni nazionali, con la quale era stato segnalato da un gruppo di cittadini che non si fossero seguiti i criteri di parità nella nomina, interviene anche il consigliere comunale di opposizione, Alfonso Schiavo: "In questi giorni si è accesa la vicenda attorno alla “questione scrutatori”, in merito alla quale vorrei spendere due parole. Nel definire i criteri, si è tentato di garantire maggiormente disoccupati e studenti senza reddito, ma questa modalità ha avuto una debolezza: consentire la scelta in base all’arrivo al protocollo della domanda. Ciò ha consentito comportamenti discutibili, anche da parte di dipendenti comunali, che hanno prodotto domande di propri congiunti, addirittura plurime. La commissione responsabile di tale condizione deve pretendere che tutti i candidati scrutatori siano realmente portatori delle condizioni sancite nel bando: disoccupati e studenti privi di reddito, ottenendo il depennamento degli altri

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La precisazione del sindaco Torquato

"Per la prima volta - ha scritto il primo cittadino attraverso i social - abbiamo voluto dare spazio a disoccupati e giovani non occupati anziché il precedente sorteggio che consentiva anche a chi aveva uno "stipendio" di fare lo scrutatore. Lo abbiamo deciso tutti insieme in commissione elettorale. Secondo l'ordine di arrivo delle domande non sapendo quante ne sarebbero arrivate (se cioè in numero sufficiente rispetto ai posti disponibili 190 effettivi + 190 supplenti, o meno). Non immaginavamo che sarebbe successo un mezzo patatrac a dispetto di una iniziativa giusta. E abbiamo sbagliato a non prevedere che ci sarebbe stato chi avrebbe mancato dell'elementare buon senso nel far presentare a più di un componente della propria famiglia ( che ne avesse i requisiti) la domanda (anche se si tratta di pochi casi sui 190). Ci scusiamo di questo, anche se non è dipeso certo dalla volontà della Commissione, anche se, comunque, per la prima volta giovani o meno giovani non percettori di reddito, hanno la possibilità di assolvere una funzione per poche centinaia di euro. La prossima volta sorteggeremo anche tra quanti presenteranno domanda a parità di requisiti. Aggiusteremo il tiro. Abbiamo sbagliato, un po'..."

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