I "Bonnie e Clyde" dell'Agro nocerino: condannata per rapina ragazza 20enne

Gli obiettivi dei due, con l'uomo giudicato in passato a parte, erano le coppie di fidanzati e le donne sole. Diversi gli episodi contestati. La ragazza aveva ospitato l'uomo in casa e due giorni fa, ha patteggiato la sua pena dinanzi al collegio

Ha patteggiato 2 anni e 6 mesi I.S. , la ragazza all'epoca ventenne che si rese protagonista di una serie di rapine insieme a M.S. , 36enne pregiudicato già condannato a quasi 6 anni di carcere per gli stessi fatti. I "Bonnie e Clyde" dell'Agro nocerino puntavano donne sole e coppie di fidanzati appartati nell'auto. La ragazza, in particolare, ha concordato la sua pena davanti al collegio difensivo del tribunale di Nocera Inferiore, colpevole di una rapina che le viene contestata in concorso con il 36enne, che la giovane ospitò in casa sua tra la fine del 2014 e 2015. Periodo nel quale furono commessi i colpi. Le accuse andavano dall'associazione a delinquere al sequestro di persona, rapina e porto e detenzione di armi. Il primo colpo, quello che ha poi dato una svolta alle indagini, fu messo a segno nel novembre del 2014. Una giovane donna, alla guida della sua auto, fu bloccata e sequestrata mentre era ferma al semaforo di San Lorenzo, a Sant'Egidio. A quel punto, un uomo armato si introdusse nella sua auto: «Metti in moto la macchina altrimenti ti sparo come un cane», le disse. E dopo averle preso alcune decine di euro e una carta di credito la costrinse a recarsi al più vicino bancomat per fare un prelievo. L’uomo lasciò la pistola in auto e si diresse con la vittima al dispositivo dell’istituto di credito. Ma il bancomat ritirò la carta perché scaduta. Il sequestratore, riconosciuto poi in M.S. , prima di allontanarsi aveva ripulito le impronte lasciate sul dispositivo con un panno. Aveva poi costretto la donna a girovagare per alcune strade prima di lasciarla a piedi. La coppia fu accusata di aver messo a segno altri due colpi, sempre ai danni di donne, una a Nocera Inferiore, l’altro ad Angri. Le vittime, minacciate con la pistola, erano state costrette a consegnare borse e cellulari, oltre ad oggetti di valore. Qualche giorno dopo, invece, M.S. con la complicità di un altro uomo, A.F. , rapinò ad Angri e a S. Egidio, una donna e una coppia. La stessa metodologia condusse in manette due dei tre imputati. 

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