Ambiente "migliorato" dopo il lockdown: l'intervista all'ingegner Pellegrino

Dalle acque cristalline, alla filiera bufalina, fino alla situazione degli agricoltori: ecco cosa ha detto il noto ingegnere salernitano

Pellegrino

Il mare, i fiumi e i luoghi in genere "ne sono usciti" migliorati: la pandemia e la quarantena forzate legate alla fase acuta dell'emergenza Covid-19, infatti, hanno fatto emergere elementi favorevoli non di poco conto per la salvaguardia dell'ambiente. Acqua cristallina, meno smog, hanno caratterizzato gli ultimi mesi, per la presenza e l'azione "contenuta" dell'uomo. Abbiamo ascoltato, dunque, l'ingegnere salernitano Vincenzo Pellegrino che ci ha concesso un'interessante intervista su tematiche quantomai attuali.


Ingegnere, il lockdown da cui siamo venuti fuori dopo la fase più critica dell'emergenza, ha dato modo a tutti di constatare quanto cali l'inquinamento di fiumi e mare grazie ad un'azione e ad una presenza "contenuta" da parte dell'uomo. Nel nostro territorio, in particolare, cosa è emerso in questo periodo e quali possono essere le soluzioni per trarre un insegnamento "ambientalista" dalla quarantena?

Rispondo volentieri alla Sua domanda, perché ha centrato in pieno un argomento al quale tengo molto: voglio prendere quale esempio il fiume Sele che ho avuto modo di verificare prima del il lockdown, essendo amante della natura spesso mi reco in quella zona. Le posso garantire che ho notato un’alta forma d’inquinamento sia in ordine a materiali plastici, nonché a liquami di vario colore, invece nei primi giorni che ci è stato consentito di uscire dalle nostre abitazioni, mi sono recato nuovamente presso il corso fluviale e ho constatato una differenza enorme apprezzando molto la trasparenza dell’acqua, ciò significa che l’incidenza dell’uomo  al rispetto dell’ambiente ha un significato fondamentale. Non dobbiamo dimenticare che la Piana del Sele è una forte ricchezza per il nostro territorio però è anche un territorio ad alta vulnerabilità di nitrati con conseguenti danni ai corpi idrici superficiali e sotterranei. Difatti, da studi effettuati e da analisi accertate alcuni pozzi sono gravemente inquinati in particolar modo due nel Comune di Capaccio e uno nel Comune di Eboli. I comuni interessati sono 11 e purtroppo è stato verificato che l’inquinamento è dovuto anche ai liquami zootecnici con contaminazione delle acque sotterranee.
 
La filiera bufalina della Piana del Sele rappresenta un settore fondamentale per la nostra economia locale: post Covid, quali le criticità da affrontare e le possibili soluzioni per venirne a capo?

Non vi è dubbio che la filiera bufalina della Piana del Sele rappresenti un settore importante per la nostra economia locale ma purtroppo è stato verificato che l’inquinamento è dovuto anche dai liquami zootecnici con contaminazione delle acque sotterranee,chiaramente non è l’unico settore ad avere un’incidenza negativa sul territorio. Io ritengo che la Regione Campania potrebbe risolvere dette problematiche attraverso l’erogazione di fondi  della Comunità Europea a favore delle aziende bufaline e far si che le spese relative all’installazione degli impianti di depurazione fossero a carico della stessa Comunità Europea.

Può fornirci il punto della situazione economico-produttiva degli agricoltori?

Ritengo che non possano essere esclusi gli agricoltori da alcune problematiche in cui versano e mi riferisco ai costi energetici della distribuzione irrigua, anche per quanto riguarda detta categoria la Regione Campania potrebbe intervenire attingendo dai fondi della Comunità Europea a beneficio degli agricoltori al fine di poter creare una rete di energia rinnovabile attraverso la luce solare, il vento e la pioggia. Infine, è da evidenziare che non si debba sottovalutare il recupero degli ex tabacchifici al fine della rivalutazione del nostro territorio, ritengo che queste strutture debbano essere recuperate e le stesse potrebbero avere la funzione di un polo fieristico con prodotti del territorio e strutture ricettive.


 

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