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Eboli, sfiduciato Melchionda. Cardiello (Forza Italia): "Ora uniti liberiamo la città"

Il giovane capogruppo azzurro lancia un appello a tutta l'opposizione di centrodestra affinchè si ritrovi unita in vista delle elezioni. Poi lancia le sue priorità

Per cinque anni è stato il capogruppo di Forza Italia al Comune di Eboli. Seduto, dunque, tra i banchi dell’opposizione. Ma ora, Damiano Cardiello, avvocato di 30 anni, è pronto a fare il grande passo, ossia mettersi a disposizione della sua città in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, che ora potrebbero avere un valore politico diverso visto che, nella giornata di ieri, il sindaco uscente di centrosinistra Martino Melchionda è stato sfiduciato da 17 consiglieri comunali su 31.

E’ pronto a mettersi in gioco?

Assolutamente sì. Sono pronto a scendere in campo per mettermi a completa disposizione della mia città. E per aprire, finalmente, una nuova stagione politica e amministrativa all’insegna del rinnovamento

Di cosa ha bisogno Eboli?

Occorre una moralizzazione della politica poiché il partito dei trasformisti in consiglio comunale aveva fino a qualche ora fa la maggioranza assoluta, con colleghi che negli ultimi cinque anni hanno cambiato più partiti che magliette. E’ necessaria, dunque, una svolta per evitare che aumenti il disgusto dei cittadini verso tutta la politica

Quali sono le sue priorità?

Una città in agonia come Eboli merita una nuova classe dirigente di amministratori, che abbiano a cuore il solo interesse degli ebolitani. Io ho cinque priorità. La prima è l’Urbanistica. Il Puc di Rosania ha soffocato lo sviluppo della città. Non si vedono gru alzate da 15 anni ormai. Servono agevolazioni per far ripartire la catena dell’edilizia e basta con le varianti. Naturalmente ero contrario e lo sono ancora oggi alla cementificazione selvaggia. Per me l’ambiente va rispettato sempre e comunque. La seconda è la sicurezza, che deve ritornare al centro dell’agenda politica. La città è fuori controllo nonostante le sforzo quotidiano delle forze dell’ordine tra carenze di personale e scarsità di risorse. Occorre istituire un tavolo interforze per monitorare il territorio, a partire dalla periferie, dove tra clandestini e prostitute c’è anche il coprifuoco e i furti dilagano. La terza è il commercio. Ad Eboli ci sono più saracinesche abbassate che negozi aperti. Serve uno choc per rilanciare l’economia cittadina: da un lato bisogna incentivare i commercianti con iniziative per attirare le persone provenienti da fuori città; dall’altro bisogna premiare la qualità dei prodotti locali invitando gli ebolitani a spendere nei nostri negozi”

Le altre tre priorità?

La quarta riguarda la fascia costiera, che per Rosania e Melchionda doveva diventare la Rimini del Sud. Il risultato finale è un altro: 8 chilometri abbandonati alle ortiche, prostitute fin dalle 10 del mattino per strada con sacche di impunità evidenti. Le strade sembrano quelle di Bagdad. Dobbiamo attrarre investimenti anche stranieri. Una riqualificazione totale della zona sarebbe un volano per l’economia con ricadute anche occupazionali. La quinta riguarda la zona industriale. Vendere un immobile a 67 euro a mq rende poco appetibili i nostri capannoni, oggetto di un vero e proprio esproprio proletario messo in atto dalle amministrazioni di centrosinistra, che è costato 50 milioni di euro. Bisogna partire con gli incentivi: per due anni agevolazioni fiscali a chi investe nella zona industriale di Eboli. Ultima priorità, ma non di importanza sono i giovani: Eboli non deve essere intesa più come un paese per anziani. Bisogna dare una speranza ai miei coetanei di rimanere in una vera città a lavorare. Anche sfruttando il commercio e la movida. Quest’anno, grazie ad una maggiore elasticità degli orari serali, Eboli si è riempita di giovani diventando allegra e happy. Bisogna continuare così”

Cosa deve fare il centrodestra per vincere ad Eboli?

Onde evitare gli errori penalizzanti del passato mi rivolgo a tutti i livelli dirigenziali della coalizione affinchè tutti insieme riusciamo a delineare un percorso unitario mettendo sul tavolo i valori che ci accomunano e scrivendo insieme un programma di governo che entri nel cuore della gente. Usciamo dalle stanze della politica per ascoltare i veri problemi quotidiani delle persone

Lei è pronto a fare la sua parte? Magari anche partecipando ad eventuali primarie di coalizione?

Io non mi autocandido a fare il sindaco. Confermo, però, che sono a disposizione della mia città, del mio partito e della coalizione. E non mi sottraggo a qualsiasi tipo di scelta, che siano le primarie o sondaggi. Io sono pronto a tutto

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