Intervista al sindaco Natalino Barbato: "Ecco perchè Stio è diverso dagli altri paesi"

Continua il nostro giro di interviste ai primi cittadini della provincia di Salerno. Questa settimana abbiamo colloquiato con uno dei sindaci più amati del Cilento

Il sindaco Natalino Barbato

E’ uno dei paesi più piccoli della provincia di Salerno: 872 abitanti. Sorge nell’entroterra collinare del Cilento, nell’area dell’omonimo Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Stiamo parlando di Stio, ricco di sorgenti e boschi di cerri, faggi, ontani e castagni, che basa la sua economia prevalentemente sull'agricoltura e la pastorizia. Di grande rilievo è la produzione di castagne (anche se negli ultimi anni si è ridotta del 90% a causa del cinipide) e del relativo miele, ma anche la raccolta di ortaggi, patate e legumi (in particolare i fagioli regina). Si tratta di una delle poche comunità salernitane che, nel 2017, incarna ancora i valori e le tradizioni culturali e enogastronomiche del passato. Basta passeggiare per le sue strade, degustare i suoi cibi e parlare con i residenti per rendersene conto. E chi, in questi anni, ha voluto valorizzarne proprio queste caratteristiche è Natalino Barbato, che lo scorso mese di maggio ha festeggiato i suoi 27 anni da sindaco, ovviamente non consecutivi per legge. Di professione medico, Barbato dirige il reparto di Pneumologia presso l’ospedale “Giovanni Da Procida” di Salerno.

Ogni volta che si è candidato alla guida del Comune i suoi concittadini le hanno sempre rinnovato la fiducia. Cosa si prova ad indossare ancora oggi la fascia tricolore?

“La prima volta sono stato eletto nel lontano 1980, l’ultima poche settimane fa con il 76% delle preferenze. E’ una grande soddisfazione non solo per me ma anche per la lista che rappresento. Siamo una squadra che lavora con impegno, determinazione e passione per la propria comunità”

Quali sono le linee programmatiche della sua Amministrazione?

“Gli anni ‘80 sono stati quelli gloriosi, quelli della costruzione di ponti, strade, case popolari, acquedotti e dei servizi essenziali per i cittadini. Ovviamente, alcune cose già c’erano, ma noi le abbiamo adeguate ai tempi puntando sull’ambiente e sulla diversità”.

Cosa intende per diversità?

“Mentre negli altri comuni si scimmiottavano le città, si tendeva ad imitarle prendendone anche i lati negativi, noi abbiamo voluto recuperare la nostra storia e le nostre tradizioni. Come? Già negli anni ’80 abbiamo proibito l’uso dell’alluminio anodizzato, delle persiane (veneziane, ndr), nel centro storico si poteva utilizzare solo il legno. E’ stata una lotta feroce, non facile, ma le sfide si fanno anche per far capire alla gente che la penalizzazione di oggi può diventare una risorsa domani. E così è stato per i miei concittadini. Oggi, infatti, presentiamo un paese bello, curato, accogliente e sicuro. Pensi che, all’epoca, istituimmo un premio per chi realizzava il vicolo o la strada più bella, che ha coinvolto tutto il paese, diventato un vero e proprio giardino. Tutto ciò ci ha consentito anche di dar vita ad iniziative ed eventi che ormai ci caratterizzano come località cilentana”

Si riferisce alla Sagra dei Ciccimmaretati?

“Esatto”

Di cosa si tratta?

“E’ un evento enogastronomico, che si svolge dal 17 al 23 agosto, che ha reso famoso non solo Stio ma tutto il Cilento e che riaccende ogni anno l'attenzione sull'autenticità delle cose e, in questo caso, delle pietanze cilentane. I piatti, proposti in degustazione in uno splendido bosco di castagni secolari, sono il frutto di una riscoperta delle tradizioni culinarie che dura da oltre venti anni. Si tratta di un’iniziativa gastronomica diversa dalle altre: niente spintoni, niente caos, niente file, ma solo tranquillità e ottimi piatti antichi come, ad esempio, oltre ai Ciccimmaretati (ceci, fagioli bianchi, cannellini, borlotti, lenticchie, grano, granturco, cicerchie e castagne), anche Foglie e Patate cu’ lu vicci (foglie di barbabietola, patate, aglio, peperoncino, olio, acqua e farina); Mulegname ‘mbuttunate (melanzane ripiene di uova e formaggio, fritte e poi cotte nella passata di pomodoro), Patane a'lu furno (patate, pomodori pelati, pane grattugiato, formaggio, olio, sale e pepe); Piatto di Formaggi (patate, pomodori pelati, pane grattugiato, formaggio, olio, sale e pepe) ecc...senza carne (come prevede la dieta cilentana), senza birre, senza coca cola, ma solo con acqua e vino”.

Scusi sindaco, come si evitano le file?

“Dopo aver lasciato il proprio numero di cellulare agli organizzatori si può passeggiare tranquillamente per i vari stand. E quando il tavolo è pronto viene comunicato attraverso un messaggino con il numero del tavolo. Una volta seduti si viene serviti da donne in costume”

Chi conosce bene Stio non può non notare come sia cambiato molto dal punto di vista urbanistico.

“Sì, chi lo frequenta da anni se ne rende subito conto. Abbiamo rifatto le strade sostituendo anche l’asfalto con le pietre antiche cilentane nel centro storico; riqualificato le piazze, i giardini, la rete fognaria, l’ambulatorio e messo in atto tanti altri piccoli interventi per rendere più bello e accogliente il nostro paese. E, ripeto, dare quella sensazione di diversità”

Dopo i primi mandati consecutivi, nel 2012 lei è tornato alla guida del Comune di Stio in un periodo non facile: la crisi economica pesava e forse pesa ancora molto sugli Enti locali.

“E’ vero, mi sono trovato in grande difficoltà perché la finanza locale era completamente cambiata, le leggi si rincorrevano tra di loro anche in contraddizione tra di loro. Basti pensare che, nel giro di quattro anni, i consigli comunali, nei Comuni come il mio, sono passati da dodici a sette consiglieri quando per anni sono stati sempre quindi. Questo turbinio di leggi e norme ha distrutto i piccoli comuni: le risorse finanziarie si sono assottigliate al massimo e quindi tantissimi sindaci sono stati costretti ad aumentare le tasse per garantire i servizi essenziali alle famiglie. Pensi che sui negozi hanno messo delle tariffe a fasce nazionali (per il Nord, il Centro e il Sud). Questo significa che la tariffa che viene utilizzata a Stio è la stessa di Capri. Cose allucinanti. E poi c’è la piaga dello spopolamento, che nessun sindaco può provare a risolvere da solo senza una politica nazionale chiara sulla problematica (una zona franca, agevolazioni fiscali ecc..). Per questo quando ci vengono chiusi gli uffici o le scuole, numeri alla mano, noi non possiamo fare nulla”

Cosa si sente di dire al Governo?

“Se ha intenzione di chiudere i piccoli Comuni lo dica chiaramente”

Come sta affrontando il problema dei tagli?

“Riducendo le spese inutili e dando il buon esempio. Ho rinunciato, infatti, all’indennità di carica (1200 euro al mese) e all’indennità di liquidazione prevista alla fine del mandato (circa 6 mila euro) e destinando tali fondi alle casse comunali”

Un problema che accomuna tutti i comuni del Cilento è la viabilità.

“Non ne parliamo proprio, perché fino a quando avremo un parlamento di nominati non si risolverà mai nulla. Prima si poteva chiamare al parlamentare del territorio per chiedere un suo interessamento, il quale rispondeva perché, ovviamente, era interessato a raccogliere i consensi anche nel comune di Stio. Oggi non rispondono proprio più. E poi adesso abbiamo anche una Provincia, che doveva essere abolita, ma che è ancora lì ma senza potere di intervenire per la messa in sicurezza e la manutenzione di strade e scuole”

E perchè, nonostante tutti questi problemi, continua a candidarsi a sindaco?

“Perché sono molto affezionato a Stio e ai suoi abitanti. E, poi, la speranza è l’ultima a morire”

Grazie sindaco, buon lavoro

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“Anche a lei e alla sua redazione”

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