Legge Severino: il Movimento 5 Stelle contro Cantone

Gli eletti salernitani del M5S non hanno atteso molto per rispondere al presidente dell'Anac : "Un'inversione di tendenza come quella che ha fatto di recente sulla Severino, non può non sollevare quel ragionevole dubbio spesso invocato nei processi"

Raffaele Cantone

Il Movimento 5 stelle contro Cantone. Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, infatti, aveva espresso apertura per una modifica della Severino. Gli eletti salernitani del M5S, infatti, non hanno atteso molto per rispondere a tono: "Si offenda pure Cantone, ma un’inversione di tendenza improvvisa e inaspettata come quella che ha fatto di recente sul tagliando alla Legge Severino, non può non sollevare quel ragionevole dubbio spesso invocato nei processi" hanno esordito Adinolfi, Cioffi, Giordano, Pisano e Tofalo.

"Sostenere che c’è bisogno di una revisione del reato di abuso d’ufficio, a distanza di pochi mesi di un parere tecnico-giuridico con cui invitava il Presidente del Consiglio ad intervenire nel giudizio di legittimità di fronte alla Corte Costituzionale, segna il trapasso da organo delle istituzioni ad una posizione politica fortemente sbilanciata verso i guai del Partito Democratico in Campania - incalzano - Le sue ultime dichiarazioni, comprese quelle rilasciate oggi per ribadire che la sua richiesta di intervento non è a favore del candidato Pd in Campania, Vincenzo De Luca, sembrano attenere più al ruolo di un politico che di un tecnico come è quello del presidente dell’Anac".

"Il M5S - spiegano - ha accolto l’incarico di Cantone come la nomina di un uomo terzo ed imparziale di fronte alle contingenze e ai personalismi politici. Oggi, purtroppo, con rammarico, dobbiamo pensare che forse il silenzio di Renzi è stato rotto proprio da Raffaele Cantone, che ha sempre rifiutato i corteggiamenti politici del Pd. Forse era meglio il silenzio di Renzi, piuttosto che sentire da un magistrato che il reato di abuso d’ufficio commesso da un pubblico ufficiale, non ancora giudicato in via definitiva, può essere considerato un reato minore tale da non far scattare la sospensione. Potranno sorridere Vincenzo De Luca e Luigi de Magistris, potrà sentirsi offeso pure Cantone, resta il fatto però che finora la Presidenza del Consiglio non ha accettato l’invito del presidente dell’Anac a costituirsi in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale. E i cittadini campani - concludono dal Movimento 5 stelle - continuano ad aggiungere ai drammi passati quelli nuovi, dovuti all’incertezza di una norma che, tra silenzi e dichiarazioni inaspettate, inficia maggiormente la loro libertà di scelta".  

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