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Nasce ad Eboli il Movimento popolare per il cambiamento: "Abbiamo come riferimento il Ppe"

Si è costituito, ad Eboli il Movimento popolare per il cambiamento, un nuovo contenitore politico, nato da due esperienze già presenti sul territorio ossia Il Movimento cristiano dei lavoratori di Eboli ed il Movimento civico Cambiamo insieme

Si è costituito, ad Eboli il Movimento popolare per il cambiamento, un nuovo contenitore politico, nato da due esperienze già presenti sul territorio ossia Il Movimento cristiano dei lavoratori di Eboli ed il Movimento civico Cambiamo insieme. Nell'assemblea costituente sono state decise anche le cariche interne del movimento. Il cordinatore sarà Dario Landi, mentre i componenti del direttivo saranno Gaetano Gioia, Anna Visconti, Loredana Russo, Carmine Busillo, Ada Solimo, Giampiero Gigantino, Rita Albanese, Vito Re, Carmela Landi, Mario Galdi, Emanuele Langone, Luca Rinauro e Guglielmo Laudati.

Il movimento popolare per il cambiamento ha come punto di riferimento politico il Partito poplare europeo, quindi nello scacchiere politico si pone al Centro e alternativo all'attuale Amministrazione ebolitana.

"Noi contrastiamo ogni forma di accentramento, burocratizzazione, assistenzialismo e di presenza ingiustificata ed eccessiva dell’apparato pubblico - fanno sapere dal neonato movimento - l’effettivo primato della persona e della famiglia, la valorizzazione delle associazioni, l’incoraggiamento dell’iniziativa privata, la salvaguardia delle minoranze e la sburocratizzazione. L’ente pubblico deve esercitare solo una funzione di supplenza nel caso di gravi squilibri e di ingiustizia sociale. Strettamente collegato alla sussistenza c’è la partecipazione, che si esprime in una serie di attività in cui il cittadino contribuisce alla vita culturale, economica, sociale, politica della comunità cui appartiene: questo è un dovere da esercitare in modo responsabile e in vista del bene comune"

Concludono, quindi, con una citazione di Papa Francesco: "Noi cristiani non possiamo giocare la parte di Pilato, lavarci le mani, non possiamo: dobbiamo immischiarci nella politica perchè la politica è una delle forme più alte di carità perchè cerca il bene comune. I laici cristiani devono lavorare in politica".

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