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Inchiesta sul Comune di San Mauro Cilento, il commissario prefettizio è Rosa Della Monica

Nel mirino della Procura sono finiti il sindaco Carlo Pisacane, due assessori comunali, due consiglieri, il segretario comunale, i responsabili dell’ufficio tecnico e dell’ufficio di Ragioneria e l’amministratore di una ditta di smaltimento rifiuti

Dopo la bufera giudiziaria che ha travolto l’amministrazione comunale di San Mauro Cilento, il viceprefetto di Salerno Rosa Della Monica è il nuovo commissario prefettizio del comune cilentano, che tornerà al voto nel 2019. In passato Della Monica ha guidato anche i comuni di Postiglione, Pisciotta, Piaggine e  Nocera Inferiore, Pagani, Sarno; è stata  componente della commissione straordinaria del Comune di Careri (RC) e commissario ad acta presso numerosi Comuni tra cui Salerno, Fisciano, Mercato San Severino e Battipaglia.

L’inchiesta

Nel mirino della Procura sono finiti il sindaco Carlo Pisacane, due assessori comunali, due consiglieri, il segretario comunale, i responsabili dell’ufficio tecnico e dell’ufficio di Ragioneria e l’amministratore di una ditta di smaltimento rifiuti, per reati contro la pubblica amministrazione. Otto, i funzionari e pubblici amministratori del Comune di San Mauro Cilento e un imprenditore del salernitano sono stati arrestati con l’accusa di concussione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico in atto pubblico.

Per tutti, dunque, sono scattati gli arresti domiciliari. Le indagini sono state avviate nel 2016 dai carabinieri di Pollica dopo la denuncia del presidente di una cooperativa che aveva dichiarato di aver subito pressioni dal sindaco e dal responsabile dell’ufficio tecnico, alla fione del 2014, al fine di “costringere la donna a rinunciare al servizio di trasporto scolastico favorendo una ditta diversa a cui l’incarico venne successivamente assegnato mediante una procedura illecita di affidamento diretto del servizio. Le indagini, dunque, sono state accertate anche ad altri settori e sarebbero emerse vicende illecite nell’affidamento del servizio di raccolta rifiuti, d’acquisto di una puliscispiaggia, di affidamento della ludoteca comunale e di vicende relative all’assunzione di personale.

Particolarmente grave, secondo la Procura, l’assegnazione del servizio di raccolta rifiuti: viene contestato a sindaco e ad un consigliere di aver preventivamente concordato con l’imprenditore affidatario le modalità e condizioni economiche dietro promessa, poi mantenuta, dell’assunzione di personale presso la ditta affidataria.

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