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Salvini, le "Sardine" scendono in piazza anche ad Agropoli

L’appuntamento è fissato per sabato 14 dicembre, alle ore 19, in Piazza Vittorio Veneto. La manifestazione, a cui parteciperanno associazioni, movimenti e semplici cittadini provenienti da tutto il Cilento, è nata sul gruppo Facebook “AgropolinonsiLega”

Dopo Salerno le “Sardine” sono pronte a scendere in piazza anche ad Agropoli. L’appuntamento è fissato per sabato 14 dicembre, alle ore 19, in Piazza Vittorio Veneto. La manifestazione, a cui parteciperanno associazioni, movimenti e semplici cittadini provenienti da tutto il Cilento, è nata sul gruppo Facebook “AgropolinonsiLega” con un chiaro riferimento al partito di Matteo Salvini, di cui gli aderenti non condividono le politiche contro l’immigrazione e la sicurezza.   

Il messaggio degli organizzatori:

Tra canti, performance e la lettura degli articoli della Costituzione si animera' il flash mob sulla scia degli altri eventi analoghi nazionali. Il movimento delle Sardine nato a Bologna , qualche settimana fa dall'idea di un gruppo di giovani emiliani, tenta di opporre un dissenso gioioso, ma forte, alla politica della Lega e , in particolare, mette in discussione gli atteggiamenti e le scelte xenofobe, razziste e disgreganti del suo leader. In modo molto semplice ed estemporaneo le Sardine dicono no al razzismo. Dicono no ad una politica volutamente populista e urlata, povera di contenuti e altamente discriminatoria soprattutto per i più deboli. Una politica che tende a minare l'armonia di per sè¨ già instabile del tessuto sociale italiano messo a dura prova negli anni dalla crisi economica e da una classe dirigente poco attenta al paese. Le piazze italiane con la loro festa riempiono anche un vuoto, il vuoto della politica, la politica di tutti i colori. È vero, è poco, il dissenso non basta.
Ma può essere un punto di partenza da cui ripartire.Un modo per coinvolgere tutti, confrontarsi e partecipare. La protesta corale che abbraccia tutti e ingloba tutti chiede a tutti di non chiudersi, di non stancarsi ma di dissentire da un certo modo di fare politica per poi chiedere alla politica. Non sarà facile ma il movimento è già segno che qualcuno non si arrende e che c'è tanta gente che non vuole l'Italia che una parte del paese ci propone.

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