Montecorvino Pugliano, il vicesindaco replica a Fratelli d'Italia

Buonomo: "Il soggetto in questione è stato chiamato a risarcire il Comune di Montecorvino Pugliano di danno erariale per diverse migliaia di euro"

Non tarda ad arrivare la replica, dopo l'appello per le dimissioni del vicesindaco di Montecorvino Pugliano, da parte degli esponenti di Fratelli d'Italia.

Ecco la nota di Ludovico Buonomo:

“Chi chiede le mie dimissioni dalla carica di vicesindaco di Montecorvino Pugliano ergendosi a giudice supremo, senza che il sottoscritto abbia mai ricevuto una condanna, utilizza due pesi e due misure. Infatti, coloro i quali mi accusano, non guardano la polvere nascosta all’interno della propria compagine politica dove sono presenti ex amministratori più volte condannati dalla Corte dei conti. Il soggetto in questione è stato chiamato a risarcire il Comune di Montecorvino Pugliano di danno erariale per diverse migliaia di euro. Come mai in questo caso non sono state chieste a gran voce le dimissioni dal Consiglio comunale? Per non parlare poi dell’ex Consigliere comunale, oggi esponente locale di Fratelli d’Italia, al quale non intendo rispondere perché a risponde sono stati gli elettori i quali lo hanno sonoramente bocciato nella passata tornata elettorale di maggio. Oggi, come passa tempo, l’ex consigliere, avendo cambiato più volte casacca, punta il dito contro chi lavora seriamente per risolvere i gravi problemi ereditati dal dissesto finanziario. La mia coscienza è pulita, non so se qualcun altro può affermare lo stesso.

Prima di chiudere, vorrei ringraziare tutti coloro (e, per mia fortuna, sono ancora tanti), che, nonostante tutto, continuano a manifestarmi in ogni modo stima e gratitudine non solo sul piano personale, ma anche su quello relativo al mio impegno per la Collettività che mi onoro di rappresentare”.

Parla la capogruppo di “Avanti” in Consiglio comunale, Sara Vota:

“Vorrei rammendare a Fratelli D’Italia che secondo la legge vige il principio di presunzione d’innocenza, principio del diritto penale secondo il quale un imputato è considerato non colpevole sino a condanna definitiva, vale a dire, sino all’esito del terzo grado di giudizio emesso dalla Corte Suprema di Cassazione. Vorrei ricordare ancora che l’articolo 27 comma 2 della Costituzione: L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Il vicesindaco Buonomo, al quale questa maggioranza esprime la propria vicinanza e solidarietà, lavora quotidianamente e seriamente, per risolvere i numerosi problemi ereditati”.

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