Mercoledì, 29 Settembre 2021
Salute

Malattie gastrointestinali ai tempi del Covid, nasce "Gastro Salute": intervista al dottor Marco Napoli

Il giovane medico salernitano, originario di Baronissi, ha creato un vero e proprio portale su Facebook anche per diffondere la cultura della salute alimentare e nutrizionale

Diffondere la cultura della prevenzione delle malattie gastrointestinali e la cultura della salute alimentare e nutrizionale. E’ questo l’obiettivo di “Gastrosalute”, il portale creato su Facebook da un giovane medico salernitano: Marco Napoli, medico chirurgo specializzato in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso il Policlinico Gemelli di Roma, che lavora sia nella capitale che a Salerno. 

Dottor Napoli, come e quando nasce il progetto "Gastrosalute"?

Gastrosalute è stata fondata il 1 gennaio 2021. E' un progetto a scopo divulgativo ed informativo volto a diffondere la cultura della prevenzione delle malattie gastrointestinali e la cultura della salute alimentare e nutrizionale. Al momento siamo su Facebook e Instagram, ma a breve lanceremo anche il nostro sito Gastrosalute. In poco più di due mesi abbiamo superato i duemila followers, ne siamo molto felici perché per noi prevenire è il modo migliore di curare.

Quali contenuti offre esattamente Gastrosalute? 

Su Gastrosalute pubblichiamo post informativi e divulgativi su fisiopatologia, diagnosi e cura delle malattie gastroenterologiche ed epatologiche più importanti: celiachia, epatiti, fegato grasso, malattie infiammatorie croniche come il Crohn e la Colite Ulcerosa, e anche alcune malattie oncologiche come il tumore del pancreas o del fegato. Su Gastrosalute parliamo di nutrizione umana e sfatiamo molti miti riguardanti l'alimentazione. Un esempio? I semi e la frutta non provocano la diverticolite in chi è affetto da diverticoli. Il limone non è "astrigente". Al contempo però la cultura popolare tramandata per generazioni, a volte, offre tanti spunti che sono stati scientificamente dimostrati, come la borsa d'acqua calda per i crampi addominali, e la fitoterapia. Purtroppo bisogna saper discernere il vero dal falso perchè nella medicina e nella nutrizione girano troppe voci ed è normale sentirsi spaesati.

Chi fa parte del progetto?  

Insieme a me che lo dirigo, contribuiscono anche specialisti psicologi, nutrizionisti, allergologi. L'intestino è coinvolto in molte patologie immunitarie, endocrine, infettive, neurologiche ed è fondamentale un approccio multidisciplinare alle patologie. Cercare di curare le malattie dell'apparato digerente, o le malattie in generale, guardandole da un solo punto di vista, è un approccio generalmente fallimentare. 

Il Covid-19 ha influenzato la salute gastrointestinale?

La pandemia da SARS-CoV-2 ha influenzato le nostre vite in ogni modo possibile. Pensiamo anzitutto a tutte le diagnosi di cancro del colon mancate per colpa del virus. Ogni dieci minuti in Italia una persona scopre di avere un cancro al colon. Dal 2020 però migliaia di persone in lista per colonscopia di screening non hanno potuto eseguire tale esame per colpa della pandemia. C'è da aspettarsi pertanto, purtroppo, un aumento di casi di cancro del colon nel corso dei prossimi mesi o anni. La stessa cosa si applica, seppur in misura minore, ai casi di cancro dello stomaco. In secondo luogo, è ormai noto che il Covid-19 si manifesti anche con sintomi gastroenterici, in primis diarrea, vomito e dolore addominale. Tutti i pazienti che presentano tali sintomi sono quindi spaventati dall'idea di avere il Covid. Naturalmente, la stragrande maggioranza di essi ha un virus influenzale o parainfluenzale o un virus enteropatico. Ad ultimo, ho notato uno spaventoso aumento dei disturbi funzionali dell'apparato digerente (sindrome del colon irritabile, dispepsia funzionale), e dei sintomi da malattia da reflusso gastro-esofageo, probabilmente a causa dello stato di tensione emotiva e di ansia collettiva provocate dalla pandemia. 

Qual è secondo te il ruolo del gastroenterologo nella medicina moderna? 

Gran parte del sistema immunitario e del sistema nervoso autonomo è sita all'interno del canale alimentare, che essendo vasto quasi quanto mezzo campo da tennis rappresenta l'interfaccia più ampia con il mondo esterno. Il gastroenterologo si occupa delle malattie del tubo digerente (celiachia, Crohn, colon irritabile), ma anche quelle del fegato e del pancreas e di endoscopia digestiva (asportazione di polipi e tumori, posizionamento di sonde percutanee per la nutrizione, PEG; trattamento delle emorragie da varici o da ulcere). Ad oggi le malattie umane si stanno trasformando, stiamo passando da malattie acute (infarto, ictus) a malattie croniche (scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica). Il maggior carico sociale, emotivo ed economico è rappresentato dalle malattie ad andamento lento e progressivo. Noi gastroenterologi ci ritroviamo nella realtà attuale come figure centrali poiché ci occupiamo della diagnosi di alcuni fra i tumori più frequenti e aggressivi (cancro del colon, dello stomaco, dell'esofago, del fegato e del pancreas). Seguiamo e curiamo le malattie del fegato e del ricambio, che sono strettamente collegate con le malattie cardiovascolari. Al giorno d'oggi il diabete mellito sta sostituendo l'alcol e le infezioni virali quale prima causa di cirrosi epatica. Ci occupiamo, assieme ai colleghi Biologi nutrizionisti, di alimentazione, che è alla base di numerose patologie e disturbi, e di intestino, dove ha sede il sistema immunitario (malattie autoimmuni) e gran parte del sistema nervoso autonomo (patologie da somatizzazione, ansia, depressione). Il Microbiota intestinale, ossia l'insieme dei microbi (batteri, virus, funghi e protozoi) che abitano nel nostro tubo digerente, influenza la nostra salute e persino la nostra personalità. Alcuni studi documentano dei benefici dal trapianto di microbiota fecale nei bambini con autismo o persone affette da TIC o disturbi neurologici.

Ormai è più di un anno che ci troviamo ad affrontare la pandemia da Covid. Quale consiglio ti senti di dare a chi soffre, in particolare, di problemi gastrointestinali?

La terapia sarebbe poter tornare a due anni fa, cosa che al momento non è possibile. Di certo l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale; basta pensare solo a quanto è cambiato il nostro modo di mangiare da quando siamo in questo stato di quarantena collettiva. L'attività fisica rappresenta un modo fondamentale per modulare il sistema nervoso autonomo e molti di noi hanno smesso di allenarsi. Nella maggior parte dei casi è sufficiente il buonsenso, ma talvolta non basta e allora, specie in presenza di disturbi cronici, è necessario affidarsi a figure specialistiche, invece di sottoporsi a diete e cure fai-da-te che possono anche essere molto pericolose.

  

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