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Bando artigianale 2015, Vivone chiede un incontro urgente alla Regione

Il presidente della Federazione di Artigiani e Piccoli Imprenditori di Salerno vuole dei chiarimenti rispetto alle modalità dell'iniziativa legislativa

La Federazione di Artigiani e Piccoli Imprenditori fa sapere che in una sola settimana si sono susseguite tre variazioni al “banda artigianato 2015” pubblicato dalla Regione Campania. “Innanzitutto - si legge in una nota - sono stati posticipati i termini per l’invio delle domande da parte degli imprenditori, successivamente è variata la quota a fondo perduto inizialmente indicata con il 50% poi ridotta al 35%, infine, è variato l’importo massimo della richiesta che passa da 30 a 50 mila euro (a fondo perduto)”. Una situazione davvero insostenibile. “La RegioneCampania non ha idea di cosa hanno bisogno oggi le aziende del territorio – attacca Pietro Vivone, presidente di Fed.A.pi Salerno. Programmare gli investimenti è fondamentale nel nostro quadro economico”.

Il bando ha un fondo di soli due milioni di euro che potrà soddisfare al massimo 150 imprese. A questo si sommano le lungaggini burocratiche a cui un imprenditore è costretto a subire.Tempi di attesa considerati biblici dagli esponenti della Federazione. Si parla di oltre un anno per la sola valutazione della pratica per vedersi, troppo spesso, concessi finanziamenti per acquisto di apparecchiature non più necessarie e soprattutto già tecnologicamente obsolete. Proprio per questo la Federazione di Artigiani e Piccoli Imprenditori, chiede con urgenza a Francesco Paolo Iannuzzi, direttore generale del Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico e ad Invitalia (soggetto gestore dell’istruttoria dei bandi in Regione Campania), oltre ad una maggiore attenzione nei confronti delle imprese, la convocazione urgente di un tavolo con le rappresentanze sindacali “al fine di far recepire ai dirigenti regionali quali sono le vere necessità degli imprenditori, il rispetto dei tempi di erogazione e una programmazione di fondi che dia la possibilità di pianificare la crescita negli anni di un’impresa così come avviene in altri paesi europei”.

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