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Buttafuori arrestati tra Salerno e Battipaglia, la Procura: "Pronti ad uccidere i concorrenti"

La misura cautelare riguarda 5 persone indagate per associazione finalizzata all’illecita concorrenza con minaccia e violenza. Era stata anche pianificato l'assassinio del titolare di un'altra agenzia

Arrestati i buttafuori violenti. Militari in azione tra il capoluogo di provincia e Battipaglia. Nella conferenza stampa che poi ha avuto luogo in Procura, è stato spiegato che il gruppo di Battipaglia aveva anche pianificato l'uccisione del titolare di un'agenzia concorrente. Cinque persone arrestate: 2 in carcere e 3 ai domiciliari. Sono accusate di concorrenza illecita in commercio continuata ed aggravata, mediante azioni intimidatorie e violente, avvalendosi del metodo mafioso. Due indagati sono anche accusati di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco. 

Il blitz

I carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale salernitano, su richiesta della Procura della Repubblica di Salerno. L'inchiesta nasce da un'indagine della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, legata alla distribuzione di anabolizzanti nelle palestre.

Il ruolo dell'agente

L'agente, secondo il sostituto procuratore della Dda, Vincenzo Senatore "condivideva le attività poste in essere ed era pienamente organico a questo gruppo che abbiamo individuato". Gli indagati "effettuavano spedizioni finalizzate a stabilire un clima di terrore tra i gestori dei locali notturni, che terminava solo assecondando le richieste di servirsi del loro personale per garantire il sereno svolgimento delle serate all'esterno e all'interno dei locali della movida battipagliese e salernitana". Con botte, pugni e schiaffi il gruppo provava ad assicurarsi il servizio di sicurezza nei locali notturni di Battipaglia, sfruttando anche il potere intimidatorio di uno dei componenti. In una circostanza, i buttafuori di Salerno avevano "sforato la competenza", iisomma erano andati fuori territorio. Il loro comportamento aveva provocato la reazione violenta del gruppo della Piana del Sele. Dopo quell'episodio sarebbe stata pianificata l'uccisione del titolare dell'agenzia concorrente "non portata a compimento per la volontaria desistenza dell'uomo incaricato dell'omicidio".

La scarsa collaborazione

"Abbiamo sentito tre-quattro dei titolari di alcuni esercizi commerciali tra i più importanti della zona di riferimento e purtroppo non abbiamo avuto collaborazione - ha spiegato il sostituto procuratore Senatore -. Possiamo comprendere questo atteggiamento perchè evidentemente è conseguenza della capacità intimidatoria dei soggetti che oggi abbiamo arrestato". Tra gli indagati a piede libero risultano, quindi, anche tre titolari di attività commerciali e un cittadino romeno, considerato dagli investigatori, un picchiatore. 

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