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Covid-19, ritardi nei tamponi ad Agropoli. Coppola attacca: "Cosa sta accadendo al 118?"

Il sindaco lancia l'allarme sui ritardi nell'esecuzione dei tamponi alle persone legale ai pazienti affetti dal virus. E rilancia: "Intervengano subito la dottoressa Montella e il direttore generale dell'Asl"

Il 118 finisce nel mirino del sindaco di Agropoli Adamo Coppola, che denuncia ritardi nell’esecuzione dei tamponi per la prevenzione del Covid-19.

L'iter

Il primo cittadino, attraverso un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, racconta cosa sta accadendo nel suo comune ma non solo. Prima fa una premessa: “Il tempo è fondamentale. Nel momento in cui c’è un caso positivo, verificato, è nostro compito ricostruire la catena dei contatti il più rapidamente possibile per consentire il controllo dei tamponi ed accertare se il virus si è propagato da una persona ad altre. E’ importante, dunque, bloccare subito questa catena di contagio per evitare che si allarghi sul territorio. In questo modo, se siamo rapidi, mettiamo queste persone in isolamento e il tampone ci dirà se proseguire con questo iter oppure no”.

Lo sfogo

Di qui lo sfogo: “Questo, purtroppo, non sta accadendo. C’è qualcosa che non va, che si è inceppato ed è molto grave. Ad Agropoli, il 17 marzo, abbiamo avuto un caso sospetto; il giorno successivo il tampone è risultato positivo, abbiamo ricostruito subito la catena dei contatti ma ad oggi, all’alba del terzo giorno, non abbiamo avuto ancora programmato il giro del 118 per andare a fare i prelievi dei contatti stretti di questo caso. Il tempo che sta trascorrendo è gravissimo – attacca Coppola - perché potrebbero esserci delle persone che, in questa fase, hanno il contagio addosso ma non le abbiamo ancora bloccate in quanto non sono stati fatti i tamponi”. Poi cita un secondo caso: “Nel comune di Sessa Cilento si è registrato un altro caso positivo e sono quattro giorni che il 118 non programma la verifica dei tamponi”.  Per Coppola, dunque, c’è qualche problema che riguarda il modus operandi del 118: “Se negli ospedali si fanno subito i tamponi e i risultati arrivano in tempi brevi, vuol dire che il problema non è dove si fanno le analisi, ma che c’è qualcosa che non va nel movimento che il 118 fa sul territorio. E allora io chiedo subito alla dottoressa Montella, che è a capo del 118, cosa sta succedendo? Interveniamo immediatamente. Lo chiedo anche al direttore generale dell’Asl. Non si può perdere tempo perché  il tempo è legato alla vita delle nostre persone. Non possiamo aspettare oltre”.

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