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Installazioni provocatorie rimosse in città: intervista a Gerico

Ha suscitato forte curiosità, la provocatoria iniziativa di Gerico: durante la notte della Befana, delle singolari installazioni sono state collocate in zone cruciali della città, per essere, però, subito rimosse. L'intervista all'artista

Ha suscitato molta curiosità, la singolare provocazione di Gerico, l'artista di origini salernitane che, lontana dalla propria città, con la collaborazione di amici e sostenitori, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio, ha regalato a Salerno, una serie di opere rappresentative del malessere di un gruppo di cittadini, di cui incarna la sofferenza. Tali opere sono state collocate nel cuore della notte, in alcune zone significative della city, ma, alle prime luci della mattina, non ne sono rimasti che scatti, in quanto sono state tutte rimosse. A spiegarci le ragioni del gesto ed il suo significato, è l'artista in persona, Gerico che ha concesso un'intervista alla nostra redazione.

Gerico, tutti i salernitani aspettavano una calza sotto l'albero questa mattina, ma nessuno, o quasi, l'originale messaggio che hai lanciato. Da cosa nasce la tua provocazione e chi rappresenta il personaggio ricorrente nelle installazioni?

Premetto che a me piace lanciare messaggi attraverso l'arte: le installazioni rappresentano la sofferenza provata da alcuni salernitani di cui faccio parte. Si può parlare di opere autobiografiche proposte, non a caso, all'Epifania che, come dice il detto, "tutte le feste porta via", con la speranza che dopo il caos delle feste e le luci, ogni cittadino possa ritagliarsi momenti di riflessione. Il messaggio è forte e chiaro: è un invito al risveglio artistico e non solo. Il personaggio che compare in ogni installazione è Pinocchio e rappresenta qualunque salernitano: pensavamo inizialmente ad una pecora, ma questa non si oppone mai al pastore. Invece Pinocchio, proprio come i cittadini, nonostante spesso si sottometta al potere, ha anche momenti in cui prende l'iniziativa.

Hai detto che pensavate inizialmente ad una pecora: quindi le installazioni sono state concepite a più mani?

La realizzazione, per la quale sono stati usati materiali poveri e di risulta, è spettata a me, ma a studiare le opere è stato Gerico Group, team di persone che agisce liberamente, senza doppi fini.

Circa le opere, ti va di illustrarne qualcuna?

Tra le diverse opere, quella della metro: io non ho nulla contro De Luca, ma dico solo quello che penso. La metropolitana di Salerno è lenta: da qui il Pinocchio sulla tartaruga, con i capelli al vento, che rievoca il logo della locomotiva FS 477. Circa il Crescent, mi sento affranta e mi addolora soprattutto il destino della spiaggia di Santa Teresa che era la porta del commercio per la città: una fetta di storia muore con la spiaggia. Da qui, la rappresentazione del pesce che indica il rapporto diretto con il mare. Ancora, l'asino al teatro Verdi incarna, così come diceva De Filippo, il momento in cui si ribaltano i ruoli  e poi c'è Pinocchio con le mani giunte dinanzi alla chiesa di San Pietro che fa riferimento all'ospitalità che veniva offerta dalla chiesa, pensando ai croceristi accolti oggi in città in virtù di un turismo promosso in maniera, secondo me, non ottimale. L'installazione alla Rotonda, poi, è stata la prima ad essere rimossa: si trattava di una burla ed era ispirata all'opera La Calunnia di Botticelli, indicando come la poesia fosse trascinata per i capelli nell'opera della Primavera proposta tra le luminarie.

Ti aspettavi che le opere sarebbero state immediatamente rimosse?

Assolutamente no: immaginavano potessero essere oggetto di danneggiamento o furto in seguito, ma non di immediata rimozione. Questo la dice lunga.

L'obiettivo principale di questa iniziativa?

Quello di muovere le acque, di scuotere gli artisti: sarei felicissima se qualcuno prendesse spunto dal mio gesto per farsi spazio nell'arte cittadina. A Salerno, se non rientri in alcuni circuiti, non hai possibilità di esprimerti. Questa tendenza deve cambiare.

Tu vuoi mantenere l'anonimato: questa scelta è dovuta a cosa?

Al fatto che non rientra tra i miei interessi farmi pubblicità attraverso questo gesto: io lavoro lontano dalla mia città e, per fortuna, non ho bisogno, nè voglia di ottenere visibilità in tal modo. L'intento è stato solo quello di scuotere le coscienze. Null'altro. Spero che il messaggio sia giunto a destinazione.

L'incursione artistica e le opere

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