Omicidio Marchesano, amico della vittima finisce in carcere: le indagini

Il ragazzo, coetaneo del 27enne ucciso, è stato interrogato per tutto il pomeriggio di lunedì: non ha però confessato l'omicidio. In casa aveva una pistola

Giuseppe Marchesano (Foto Pisatoday)

C'è un fermo per l'omicidio di Giuseppe Marchesano, il 27enne originario di Buonabitacolo trovato morto in casa a Castel del Bosco (Pisa) sabato sera, 10 novembre, da alcuni amici che non avevano più sue notizie dal giorno prima. Un giovane, coetaneo della vittima, e residente a Chiesina Uzzanese (Pistoia), sarebbe accusato di omicidio volontario dopo l'interrogatorio fiume di ieri, nel corso del quale però non avrebbe confessato, respingendo tutte le accuse. Il ragazzo, assistito da un avvocato, sarebbe un amico della vittima, anche se la loro amicizia si era diradata negli ultimi tempi.

Le indagini

Al Comando provinciale dei Carabinieri di Pisa è stato interrogato tutto il pomeriggio alla presenza del procuratore Alessandro Crini, del pm titolare delle indagini Sisto Restuccia, del comandante provinciale Nicola Bellafante e del comandante della Compagnia di San Miniato, Gennaro Riccardo. In casa del ragazzo fermato è stata trovata una pistola, acquistata da poco, compatibile con quella utilizzata per l'omicidio, anche se al momento non è chiaro se sia l'arma con la quale Marchesano è stato ucciso, raggiunto da quattro colpi di pistola alla testa e altri due alle gambe. 
Nella casa della vittima tutto era in ordine, non c'erano segni di effrazione alla porta (il che fa pensare che Marchesano conoscesse il suo assassino) e non era stato portato via niente, anche il portafogli e il telefono erano nell'abitazione.

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Indagini serrate da parte dei Carabinieri fino alla svolta di questa sera con il fermo dell'amico, misura necessaria per il pericolo di fuga e i gravi indizi di colpevolezza. "Sono state le indicazioni che ci sono arrivate dall'interno della famiglia della vittima - ha spiegato il procuratore Alessandro Crini all'uscita della caserma - a indirizzarci verso di lui, che ha negato ogni addebito". Il procuratore capo ha spiegato che "c'è una telecamera che colloca l'indagato a bordo del suo pick up a circa 4 chilometri di distanza da casa della vittima mentre lui ha negato di esser stato lì".  Ancora non è emerso il movente del crimine e, secondo quanto spiegato sempre da Crini, il legame tra il presunto omicida e Marchesano "sarebbe da riferire a una vecchia amicizia che si sarebbe diradata negli ultimi tempi". Il 27enne di Chiesina Uzzanese al termine dell'interrogatorio e della formalizzazione dell'accusa è stato condotto nel carcere Don Bosco di Pisa.

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