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Piero con il suo bambino

Piero con il suo bambino

Senza più lavoro e con un brutto male: muore prematuramente "Piero", l'ex sacrestano dal cuore gentile

Piero non è rimasto mai solo, grazie a persone di cuore, come il signor Franco Landi che, per puro spirito umanitario e per l'amicizia ormai radicata negli anni con il 47enne, non lo ha lasciato in balìa di solitudine e abbandono a cui sembrava destinato

Gremita, la chiesa del Crocifisso di Salerno, lunedì mattina, per l'ultimo saluto a "Piero", all'anagrafe Nedzib Selimovic, originario di Montenegro, ma salernitano per adozione. Lo storico sacrestano della chiesa di via Mercanti, infatti, è volato in Cielo, dopo aver sofferto a causa di un brutto male e dell'indifferenza di tanti che, pur potendo, non gli hanno teso la mano che meritava. Ma Piero non è rimasto mai solo, grazie a persone di cuore, come il signor Franco Landi che, per puro spirito umanitario e per l'amicizia ormai radicata negli anni con il 47enne, non lo ha lasciato in balìa di solitudine e abbandono a cui sembrava destinato.

La storia

Drammatica la sua storia: per oltre 15 anni, Piero è stato il sacrestano della chiesa del Crocifisso, regolarmente assunto dal parroco, don Giovanni Lancellotti che lui stesso chiamava "papà". Dopo un matrimonio travagliato e problemi familiari che gli hanno arrecato profondi dolori (e nei quali, per privacy, non entriamo nel merito ndr), Piero è stato sollevato dal suo incarico il 1° settembre 2020 dal nuovo parroco, don Felice Moliterno, per motivi assolutamente non legati alla sua condotta, come assicurato dall'amico Franco. Il giorno 20 dello stesso mese gli sarebbero peraltro scaduti il permesso di soggiorno e il passaporto e, contemporaneamente, Piero iniziava ad avvertire diversi malesseri che in alcuni momenti arrivavano ad offuscargli anche i ricordi, improvvisamente. Con una tosse sempre più insistente e innumerevoli problemi burocratici e familiari, Piero fu accompagnato dal signor Franco, il suo amico di sempre, da uno pneumologo: dalla tac, purtroppo, sono emersi i risultati meno attesi. Piero aveva un tumore al polmone, con metastasi giunte già al cervello. Ammalato e senza un medico di base a causa dei documenti da rinnovare, nè un lavoro su cui contare, il 47enne ha trovato come unica spalla il signor Franco che, non senza difficoltà, lo ha accompagnato nel suo difficoltoso percorso culminato il 30 gennaio con la sua prematura scomparsa. Non era un clandestino, Piero, ma una persona dal cuore buono e amabile, disponibile ed educato con tutti, come lo ha ricordato chiunque lo abbia conosciuto, anche attraverso messaggi sui social. Nonostante la vita gli abbia procurato diverse sorprese, non ha mai perso la voglia di lavorare ed integrarsi in una società dalla quale, certamente, avrebbe meritato di più. Dolore e preghiere per Nedzib.

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