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Un momento della protesta

Un momento della protesta

Protesta all'Asl per i nuovi contratti nelle cliniche private, Cgil sul piede di guerra

I sindacalisti: "Sono necessari maggiori controlli sugli accreditamenti alle strutture private e sui contratti applicati da queste ultime: non vengono rispettati i contratti dei dipendenti e, di conseguenza, neppure i diritti dei pazienti"

Protesta, dinanzi all'Asl di via Nizza, da parte dei lavoratori della sanità accreditata, insieme alla Cgil. A portare in piazza i dipendenti, il cambio di contratto applicato in questi giorni dalla Clinica del Sole: è stato annunciato il Cisal Anpit che prevede il passaggio "dalle 36 alle 40 ore di lavoro, 10 giorni in meno di ferie, i primi 3 giorni di malattia a carico del lavoratore, con le inevitabili ricadute negative delle prestazioni sanitarie dei dipendenti e quindi dei servizi offerti all'utenza", come spiega l'ostetrica Eleonora Scarpa, rappresentante dei lavoratori della Clinica del Sole. Inoltre, parte del personale socio-sanitario rischia l'esternalizzazione dalla struttura. “Bisogna fermare questo nuovo modus operandi – sbotta Angelo Di Giacomo, segretario provinciale Cgil comparto sanità – Stiamo facendo una battaglia regionale verso il contratto unico: la Regione può intervenire così come è già intervenuto il Consiglio di Stato che ha stabilito come le cooperative che si aggiudicano gli appalti per la pubblica amministrazione per i loro dipendenti, debbono applicare i contratti firmati dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative". A gran voce, dunque, lavoratori e sindacati durante l'incontro con il sub commissario Longo all'Asl di oggi, chiedono l'entrata in vigore del contratto nazionale unico per la sanità.

A puntare i riflettori sulla concorrenza sleale portata avanti dalla sanità privata ai danni della sanità pubblica, è stata Margaret Cittadino della Cgil Fp: "Sono necessari maggiori controlli sugli accreditamenti alle strutture private e sui contratti applicati da queste ultime: non vengono rispettati i contratti dei dipendenti e, di conseguenza, neppure i diritti dei pazienti". "Vogliamo conoscere i criteri in base ai quali l'Asl concede gli accreditamenti alle strutture private e se queste ultime rispettino le norme previste, anche in merito alle piante organiche alle quali non abbiamo accesso", incalza Di Giacomo. Qualora le risposte non arrivassero, dunque, andrà avanti la protesta dei lavoratori e della Cgil come annuncia il segretario provinciale Maria Di Serio, presente al presidio: "L'Asl e la Regione devono vigilare sulle situazioni contrattuali e sui servizi erogati: molte volte, come se non bastasse, le strutture private accreditate ritardano l'erogazione degli stipendi ai lavoratori e questo non è accettabile".

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