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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca Roccapiemonte

Sentenze "aggiustate" e favori, Procura rinuncia all'Appello per il giudice Pagano

La Procura di Napoli rinuncia all'Appello per il giudice Mario Pagano e per gli altri indagati, ad eccezione del sindaco di Roccapiemonte, Carmine. Un "colpo di scena" nell'inchiesta sull'ex magistrato del tribunale di Salerno

Sentenze "aggiustate" in cambio di favori: la Procura di Napoli rinuncia all'Appello per il giudice Mario Pagano e per gli altri indagati, ad eccezione del sindaco di Roccapiemonte, Carmine. Un "colpo di scena" nell'inchiesta che ha visto solo una settimana a fa l'accoglimento del gup del giudizio immediato per l'ex magistrato del tribunale di Salerno. Il pm Ida Frongillo ha fatto la sua comunicazione ieri pomeriggio, davanti al Tribunale del Riesame di Napoli. L'appello resta in piedi per il sindaco Carmine, fratello del magistrato e l'interdizione dall'esercizio dell'attività per la Casa di Cura Angrisani - Villa dei Fiori, Casa di Cura "Villa Silvia" E la "Materdomini srl", Royal Trophy e Costruzioni Generali Rainone srl. Il 24 maggio procura e avvocati difensori discuteranno il ricorso presentato dagli inquirenti.

Carmine Pagano è indagato a piede libero per associazione a delinquere. Di lui, i pm Ida Frongillo e Celeste Carrano, dicono: «L’analisi della condotta del sindaco Carmine Pagano, delinea una personalità spregiudicata e adusa ad agire nell’illegalità, per cui l’unica misura idonea appare la custodia in carcere». Una maxi inchiesta, divisa in più tronconi, fatta di tangenti mascherate da elargizioni ad una squadra di calcio, la Rocchese, assunzioni, interventi in prima persona e favori in cambio di sentenze pilotate

Il processo per il giudice ed altri partirà il prossimo 16 aprile davanti alla prima sezione del Tribunale di Napoli. Otto gli episodi di corruzione contestati, oltre alle accuse di truffa e falso. La figura di Carmine Pagano, difeso dal penalista Giuseppe Buongiorno, rientrerebbe per i pm napoletani in quell’associazione a delinquere, dove sarebbe proprio lui ad «istigare il fratello Mario» e a svolgere un ruolo di collettore e collegamento tra il magistrato e altri soggetti. Dall'ottenere contributi mascherati da "favori in denaro" fino a favori da chiedere per altri soggetti, appoggiandosi alla "figura" del fratello giudice. 
 

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