Spaccio e compravendita di droga a Scafati, un "virus" fermò il traffico: 3 condanne

L’attività investigativa era partita dai controlli su V.S., già noto alle forze dell’ordine ritenuto contiguo alla criminalità organizzata vesuviana, tra Torre Annunziata, Scafati e Boscoreale, già sotto accusa negli anni passati

Foto archivio

Spaccio di droga a Scafati, tre le condanne decise dal gup del tribunale di Salerno. Dieci anni e 10 mesi per V.S. e A.M . , tre anni e quattro mesi per G.M. e assoluzione per due donne. La sentenza esclude le modalità associative, confermando le contestazioni di spaccio in concorso, riducendo il monte delle pene richieste, Il pm Elena Guarino aveva coordinato l’inchiesta scattata a fine 2019 e proseguita a febbraio 2020, riguardo fatti commessi fino al novembre di un anno fa. L’attività investigativa era partita dai controlli su V.S., già noto alle forze dell’ordine ritenuto contiguo alla criminalità organizzata vesuviana, tra Torre Annunziata, Scafati e Boscoreale, già sotto accusa negli anni passati per reati analoghi, e A.M.

Le accuse

Secondo le ricostruzioni, i due scafatesi avevano organizzato un ingente traffico di cocaina, hashish e marijuana, individuato con l’utilizzo di un captatore informatico di tipo “trojan”, un file installato sul cellulare di uno dei due, utile a captare le conversazioni del gruppo di spaccio, ricostruendo rapporti e movimenti. Con questo strumento i carabinieri avevano dato un nome ai sodali della rete di spacciatori, risalendo anche al ruolo verticistico di V.S. Nel novembre di un anno fa, le forze dell’ordine documentarono la trattativa per l’acquisto di 32 chili di marijuana, da rivendere ad altri soggetti, rimasti senza nome. Agli atti erano stati documentati altri diversi episodi per cessioni di quantità di stupefacente, con riferimenti a delle armi in dotazione al gruppo, completando la dotazione per la base di spaccio. Il gip del tribunale di Nocera Inferiore dispose la misura cautelare in carcere per V.S. e A.M. , per concreto pericolo di fuga, con identica decisione adottata per G.M., ritenuto responsabile del reato di spaccio di grosse quantità di droga in modalità associative con gravi indizi di colpevolezza, prima del trasferimento degli atti nella fase successiva. La richiesta di pena conferma la ricostruzione iniziale della procura antimafia di Salerno, ridimensionando invece i ruoli collaterali delle due altre indagate, con la sentenza ad annullare l’aggravante dell’organizzazione.

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