Siano, lei lo seduce e lui prova a rapinarlo: condannata coppia di fidanzati

Arriva la condanna per due giovani di Siano, per i reati di tentata rapina in concorso e lesioni. La ragazza è stata condannata a 3 anni e 8 mesi di reclusione, mentre l'uomo a 4 anni e otto mesi di reclusione 

Aveva sedotto un anziano, per poi rubargli la chiave dello stanzino dove conservava la pensione. Poi aveva incaricato il fidanzato di entrare in casa sua e rubare i soldi. Arriva la condanna per due giovani di Siano, per i reati di tentata rapina in concorso e lesioni. La ragazza, secondo sentenza del tribunale di Nocera Inferiore, è stata condannata a 3 anni e 8 mesi di reclusione, mentre l'uomo a 4 anni e otto mesi di reclusione 

Il piano

L’anziano, quel giorno di novembre 2017, si accorse dell'introduzione notturna in casa del ragazzo, ma nel reagire fu colpito in testa. La ragazza ha 30 anni, mentre il ragazzo 33. La seduzione della giovane sarebbe durata mesi - la procura ipotizzava un vero e proprio rapporto tra la giovane e l'anziano - Il giorno dopo aver ritirato la pensione, il complice si intrufolò in casa della vittima, colpendo l’ottantenne con un paletta di ferro. Al giudice, dopo essere finito in arresto dopo diverse settimane d'indagine, spiegò di non essere mai entrato in casa dell'anziano. La vittima, che in aula aveva confermato tutte le accuse a danno dei due ragazzi, oltre ad un'identificazione avvenuta nell'immediatezza dei fatti, riportò un trauma cranico, sottoponensi alle cure ospedaliere. Proprio i mancati segni di effrazione alla porta di casa avevano insospettito i carabinieri di Siano e Mercato San Severino che, agli ordini del maggiore Alessandro Cisternino, ricostruirono i rapporti dell’80enne con i due giovani. Dalle indagini, dopo il fidanzamento della ragazza con il suo "complice", l'anziano avrebbe smesso di dare soldi liberamente a quest'ultima. Al termine del processo, il tribunale ha disposto la trasmissione del verbale di deposizione della figlia della vittima alla procura, per valutare il reato di falsa testimonianza. Nella sua ricostruzione, infatti, sarebbero state ravvisate diverse incongruenze sul racconto di quella notte, insieme ai rapporti intercorsi tra il padre e la giovane imputata. La parte civile era difesa dall'avvocato Gerardo Di Filippo
 

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