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Videoconferenza di De Luca, giornalisti tagliati fuori: botta e risposta tra Ordine e Sindacato e l'Ufficio Stampa

Ordine e Sindacato: "Nessuna forma di rispetto nei confronti di chi stava parlando e degli altri colleghi che si erano prenotati"

Dopo aver atteso con ansia la videoconferenza del Governatore Vincenzo De Luca, a circa tre mesi dall'ultima possibilità di porre domande al presidente a causa della sospensione degli incontri pubblici per il lockdown, i giornalisti sono stati "tagliati fuori". Per circa un'ora, De Luca, Paolo Ascierto e altri esponenti della task force anti-Covid della Regione hanno illustrato i piani e gli investimenti della Regione. Giunto il momento delle domande, adducendo problemi di audio, il presidente si è alzato ed è andato via, chiudendo il collegamento.

La posizione dell'ordine

Ordine dei giornalisti della Campania e Sindacato unitario Giornalisti della Campania condividono le giuste proteste dei colleghi e stigmatizzano quanto avvenuto stamattina.

La nota congiunta

Dopo l'intervento del governatore, alla prima domanda dei giornalisti, per problemi audio De Luca si è alzato ed è andato via senza alcuna forma di rispetto nei confronti di chi stava parlando e degli altri colleghi che si erano prenotati.

A questa videoconferenza si era arrivati dopo settimane di trattative durante le quali Ordine, sindacato e numerosi giornalisti avevano chiesto di poter fare, dopo quasi tre mesi, domande dirette al presidente De Luca.

Non solo: risulta che qualche giornalista, nonostante la richiesta di accesso alla videoconferenza, sia stato escluso, non ricevendo il link annunciato dall'ufficio stampa di Palazzo Santa Lucia per attivare la connessione.


La risposta dell'Ufficio Stampa della Regione

In risposta al comunicato dell'Ordine dei Giornalisti e del Sindacato Unitario dei Giornalisti, che usa affermazioni del tutto false ("alla prima domanda il Presidente De Luca si è alzato e se n'è andato"), alleghiamo il video che documenta esattamente il contrario. Altro che mancanza di rispetto. Se poi si vuole alimentare e avallare una facile e inutile polemica, Sindacato e Ordine sono liberi di farlo, e se ne assumono la responsabilità. Il sistema della videoconferenza, al di là dell'improvviso aumento dei collegamenti che si è verificato non appena inviato il link (e che ha raddoppiato il numero degli accreditati), era perfettamente funzionante prima e durante la conferenza. In ogni caso una relazione tecnica interna spiegherà cosa è successo, che sicuramente non può essere imputato alla volontà di chi ha organizzato la videoconferenza. Come sempre, organizzeremo altri incontri stampa, anche nei prossimi giorni, per cancellare questo imprevisto inconveniente tecnico. Si ricorda all'Ordine e al Sindacato - dovrebbero saperlo - che questo Ufficio Stampa ha organizzato in era pre-Covid, nel solo anno 2019, ben 220 tra conferenze ed eventi pubblici istituzionali (4 a settimana) con la massiccia presenza dei giornalisti.

Ovviamente ci scusiamo con i colleghi per l'inconveniente tecnico. Ma si chiede al Sindacato e all'Ordine di tutelare anche l'Ufficio Stampa della Regione, che non può accettare sia messa in discussione professionalità, disponibilità e trasparenza. E che ogni giorno senza risparmiarsi da quasi tre mesi fa i conti quanto l'intera nostra categoria, anche con l'emergenza sanitaria in corso.

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