Porto di Salerno, scontro tra Fai e Grimaldi: confermato lo sciopero

Continua a tenere banco la polemica sulla mobilità interna allo scalo salernitano

Angelo Punzi

Continua a tenere banco la polemica sulla mobilità interna al porto di Salerno. A poche giorni dal fermo di cinque giorni (dal 21 al 25 maggio) degli autotrasportatori salernitani, indetto dalla Fai Conftrasporto per protestare contro il congestionamento della viabilità attorno al porto, il gruppo armatoriale Grimaldi ha risposto con un esposto inviato all'Antitrust, al Ministero dei trasporti, all'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale e alla Regione Campania.

Le accuse

Grimaldi Euromed Spa attacca la Fai e Fabrizio Palenzona, presidente di Conftrasporto (ma cneh membro del consiglio d'amministrazione di Tirrenia CIN, compagnia del Gruppo Moby) denunciando "gli effetti distorsivi del mercato che deriverebbero dall'attuazione dalle condotte prefigurate (il fermo dell'autotrasporto, ndr), le quali appaiono palesemente riconducibili a un disegno anticoncorrenziale imputabile a Compagnia Italiana di Navigazione". Grimaldi ci va giù duro: "Ci si riferisce al fatto che la Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai), presieduta da Fabrizio Palenzona (membro del consiglio d'amministrazione di CIN), ha recentemente proclamato uno sciopero (in realtà, un fermo), di cinque giorni a partire dal 21 maggio presso il porto di Salerno invocando quale pretesto la congestione del traffico dello stesso porto”.

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La replica

Pronta la replica del segretario regionale del Coordinamento F.A.I. Angelo Punzi che dichiara:"Non sappiamo nulla di questo esposto, ma se sono vere le denunce di Grimaldi contro la Fai, ci fa specie constatare che Grimaldi non sa nemmeno di cosa parla. Il fermo di cinque giorni che abbiamo ampiamente annunciato poggia sulla situazione critica conclamata dello scalo salernitano, che si riassume nella programmazione del fermo dell'autotrasporto datata 3 maggio 2018”. Di qui la conferma della proclamazione del fermo dell’autotrasporto perché “le condizioni di viabilità non sono idonee a garantire la sicurezza del personale viaggiante; il parcheggio selvaggio lungo la tangenziale interna al porto ostacola il normale flusso dei mezzi pesanti, sia in entrata che in uscita; la lentezza delle operazioni terminalistiche relative all’import e all’export rendono impossibile il rispetto delle norme europee ai sensi dei Reg. UE 561/2006 e 165/2014 relativi all’orario di lavoro e ai tempi di guida e di riposo dei conducenti. “Ciò premesso – conclude la nota di Punzi -  teniamo a precisare che Fabrizio Palenzona non è il presidente della Fai; il fermo dei servizi indetto il 3 maggio 2018 non è uno sciopero nazionale ma uno sciopero locale nato per motivazioni interne al Porto di Salerno. Con queste azioni Grimaldi dimostra di non avere assolutamente compreso le motivazioni del fermo della Fai a Salerno".

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