Aggredito da un ubriaco nel centro di Salerno, alcol a gogò: l'allarme

Si stanno susseguendo una serie di incresciosi episodi in città, più e meno gravi, causati dall'abuso d'alcol di giovani e meno giovani. L'allarme dell'Aicat

Troppi, i casi di abuso d'alcol tra minori e adulti, in questo periodo festivo. Dopo l'increscioso episodio della Vigilia di Natale, quando una ragazzina perse i sensi, in pieno giorno, per aver bevuto in eccesso, nonostante il divieto per i gestori, di somministrare alcol ai minori, un nuovo grave caso si è consumato il 27 dicembre. Un giovane, infatti, è stato preso a calci e pugni in via Roma, da una persona ubriaca, scegliendo, tuttavia, di non allertare le forze dell'ordine. Come confermato anche dai volontari dell'Humanitas, inoltre, circa 40, gli interventi di soccorso per i salernitani che hanno alzato il gomito, solo tra il 24 ed il 25 dicembre, festività completamente stravolte da chi sceglie lo sballo a spunti di festa sani e dignitosi. Ed ora, in vista del Capodanno in piazza, ci si auspica che tali episodi non continuino a proliferare, nonostante le pessime premesse constatate a Natale, quando già il sindaco e viceministro Vincenzo De Luca, rivolse, non a caso, ai cittadini la sua raccomandazione: "Lo struscio in centro alla Vigilia è una piacevole tradizione per la nostra comunità, un'occasione per ritrovarsi, stare insieme e godere della nostra splendida città in un clima di serenità e sicurezza. In particolare ai più giovani dico: divertitevi, ma senza esagerare con l'alcol".

Il parere - A soffermarsi sulla delicata problematica che suscita inquietanti interrogativi, il presidente dell'Aicat, Aniello Baselice: "Nel mondo esistono conflitti che si combattono e si trascinano nella indifferenza, nel cinismo e nella rassegnazione di tanti, anzi troppi. Conflitti che non sono lontani anzi sono in casa nostra, nelle nostre strade, nei luoghi e nei momenti in cui si dovrebbe fare festa e stare assieme. Una guerra che si combatte ormai ogni giorno e non risparmia nessuno,  a partire dai più indifesi come i minori. E la guerra dei botti di capodanno? Certo anche quella, e già ci prepariamo ad altri spaventosi raccapriccianti e demenziali tributi di sangue. Ma da qualche anno contro questa guerra è cresciuta la mobilitazione popolare e degli organi di informazione, e cresce anche la sensibilizzazione e l”attenzione - ha detto - Ma la guerra con morti, feriti (anche tra i minori) prodotta dall’alcol ormai quotidianamente, e che in queste feste riempie le pagine delle cronache nazionali e locali dei suoi effetti, chi ha interesse a fermarla? Dove sono le campagne come quella contro i botti di capodanno? Chi alza la voce e si mobilita al di là delle associazioni di cittadinanza attiva come quelle dei Cat e pochi e autorevoli esponenti del mondo scientifico e di qualche coraggiosa amministrazione locale? Chi propone scelte di pace e di contrasto concreto a questa guerra infinita come un abbraccio al posto del brindisi di Capodanno?" Baselice, dunque, parla di una "guerra che nasce da una strategia di promozione dell’Addiction di Stato che richiede una concertazione intelligente e ormai improrogabile di azioni globali e non più settoriali". Secondo il presidente, dunque, l'unica soluzione è quella di unire energie programmi e azioni perché lo Stato non rubi anche sul piano della salute la vita e il futuro a noi tutti.

Le ragioni - La legge vieta ai titolari dei locali di distribuire alcol ai minori di 18 anni. Va ricordato, inoltre, che l'apparato digerente dei ragazzi al di sotto dei 15 anni non è ancora in grado di "smontare" l'alcol perchè il sistema enzimatico non è completamente sviluppato. Le ragazze, tra l'altro, sono in grado di eliminare solo la metà di una dose di alcol che riesce a metabolizzare un uomo.

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L'iniziativa - L'Aicat, al fine di promuovere un Capodanno all'insegna di valori nobili e distante dall'alcol, lancia "L'abbraccio di Capodanno", iniziativa che propone di sostituire il brindisi di fine anno con un caldo abbraccio.

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