Il centro per la procreazione assistita al Ruggi rischia di svanire, il commento di Caldoro e Amatruda

Da indiscrezioni, risulta che nei prossimi giorni la struttura dovrebbe lasciare spazio a nuove iniziative del dottore Enrico Coscioni. Il commento di Amatruda

Rischierebbe di svanire il ‘sogno’ salernitano del rilancio del “Centro per la tecnica di fertilità”, all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, struttura per la procreazione medicalmente assistita ubicata nella torre cardiologica. Da indiscrezioni, risulta che nei prossimi giorni la struttura dovrebbe lasciare spazio a nuove iniziative del dottore Enrico Coscioni. Era stata la Giunta Regionale dell’ex presidente Stefano Caldoro ad avviare il progetto, con la delibera n. 598 del 1 dicembre 2014: furono finanziati 600 mila euro per creare la bio-banca, per la conservazione e lo studio del tessuto ovarico e dei gameti - potenziamento del centro di procreazione medicalmente assistita. La delibera rappresentava il primo fondamentale passo per costruirne un punto di riferimento per la Campania ed il sud.

Il rischio

Negli anni, con la nuova amministrazione regionale, il progetto non è mai decollato. Le risorse sarebbero state parcellizzate in diversi progetti, la delibera del 2014 di fatto smontata. E nei prossimi giorni sembra che si consumerà la fase finale. L’ospedale di Salerno, dunque, potrebbe non avere un centro per la procreazione medicalmente assistita. Il rischio sarebbe anche quello di penalizzare la preservazione della fertilità nei pazienti oncologici. Ovviamente, la notizia merita l'utilizzo del condizionale, in attesa di conferme ufficiali.

Parla Stefano Caldoro

“Bisogna fare chiarezza sul centro per la procreazione medicalmente assistita del Ruggi. Dal 2014 è tutto fermo, noi gettammo le basi per un lavoro che doveva partire e crescere.

Non bisogna ridurre le prestazioni ed offrire, soprattutto alle giovani coppie, un servizio di qualità”


Il commento di Gaetano Amatruda dell'associazione ‘Andare Avanti’

“Non si penalizzi il centro per la procreazione medicalmente assistita del Ruggi. Circa cinquemila coppie, è questa la media, rischiano di rimanere senza assistenza.

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Non credo si possa rinunciare ad una eccellenza per dare ancora più spazio al dottore Enrico Coscioni che è, fra l’altro, consigliere del Governatore. Mi auguro intervengano il Presidente De Luca e il direttore del Ruggi Vincenzo D’Amato, che è persona seria”.

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