"Chicca" uccisa di botte dal suo proprietario: inizia il processo

La prima udienza è in programma il prossimo 7 maggio presso il tribunale di Salerno, dove saranno presenti anche gli aderenti al comitato "Uniti per Chicca"

Chicca

Inizierà lunedì 7 maggio 2018, presso il tribunale di Salerno, il processo nei confronti dell’assassino di Chicca, ossia dell’uomo che, il 15 febbraio 2017, uccise senza un motivo la sua cagnolina. Davanti al palazzo di giustizia, dalle ore 9, saranno presenti anche gli aderenti al comitato “Uniti per Chicca”.

La storia

Era il 15 febbraio 2017, un mercoledì pomeriggio in cui una notizia ha iniziato a girare ed è rimbalzata da cellulare in cellulare: una cagnolina di circa sei mesi era stata uccisa a calci nel popoloso quartiere Pastena dall'uomo che avrebbe dovuto amarla e proteggerla. In poche ore il nome dell'orco, un pluripregiudicato che in quel momento avrebbe potuto sfogare la sua rabbia su chiunque, era noto a tutti, tanto che anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, con un post su Facebook, dichiarò: "Il Comune di Salerno si costituirà parte civile nel processo che si terrà contro l'uomo che ha massacrato di botte la sua cagnolina di nome Chicca". Questa barbara uccisione ha smosso le coscienze, è sorto un comitato spontaneo ed appena quattro giorni dopo, domenica 19 febbraio, centinaia di persone, da semplici cittadini a volontari appartenenti ad associazioni animaliste, si sono ritrovate in piazza per chiedere giustizia. Sebbene il responsabile di tale orrore, reo confesso, sia stato individuato la sera stessa, questo tipo di reato non prevede l'arresto e lui è attualmente ancora a piede libero. La sua casa dista poche decine di metri da una scuola materna ed elementare. Il Comitato Spontaneo Uniti per Chicca, nato con l'obiettivo di chiedere giustizia non solo per lei ma per tutti gli animali vittime dell'uomo, oltre ad essersi attivato in questi mesi con denunce su diversi fronti ed azioni di sensibilizzazione nelle piazze e nelle scuole, sulla vicenda di Chicca non ha mai abbassato la guardia.

Esattamente un anno fa, il 27 aprile 2017, sono state consegnate al Procuratore Generale della Repubblica ed al Presidente del Tribunale di Salerno le migliaia di firme raccolte per chiedere calendarizzazione per una definizione celere. Poche settimane più tardi, il 12 maggio, il Presidente del Tribunale di Salerno, Giovanni Pentagallo, ha ricevuto alcune rappresentanti del comitato, assicurando che, non appena il procedimento arriverà dalla Procura, in qualità di Presidente si attiverà affinché il processo abbia il giusto risalto e sia trattato con la dovuta risonanza. Un nuovo sit-in davanti alla Procura è stato organizzato lo scorso 26 ottobre ed è stata consegnata nuova richiesta di sollecito, sottolineando che, dopo oltre otto mesi dal vile ed atroce gesto e sei mesi dalla consegna della lettera aperta sottoscritta da migliaia di cittadini, tutto era ancora fermo a quel giorno di metà febbraio.

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