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Caso Claps: processo per falso in perizia per De Pascali

Il giudice monocratico si è solo riservato di decidere sull'ammissione della lista testi presentata dalla difesa. Prossima udienza, il 25 febbraio

Si torna a puntare i riflettori sul caso Claps. E' oggi, infatti, il processo per falso in perizia in cui è imputato il medico legale Vincenzo Pascali, accusato di non aver rilevato tracce biologiche sui vestiti di Elisa Claps, che poi furono rinvenute, con un'altra perizia disposta dalla procura salernitana.

"Riteniamo che i risultati delle perizie effettuate dal professor Pascali siano scientificamente attendibili al 100 per cento''. E' quanto ha dichiarato, prima di entrare in aula, l'avvocato Michele Gentiloni Silveri che assieme al figlio Alessandro difende il medico legale Pascali. ''Cercheremo di dimostrare ai giudici - dice l'avvocato Michele Gentiloni Silveri - che la nostra perizia è validissima. Quello che c'era è stato trovato''.

Il processo-

Una lunga schermaglia tra accusa e difesa ha segnato la seconda udienza del processo a carico del professor Vincenzo Pascali. Secondo la difesa il professore Pascali avrebbe svolto un esame "ineccepibile". "Il meglio - ha detto l'avvocato Michele Gentiloni Silveri - che si potesse ottenere in quel momento". L'udienza è cominciata con le eccezioni preliminari sollevate dalla difesa sulla illegittimità di costituzione di parte civile dei familiari di Elisa Claps: la madre Filomena Iemma ed i fratelli Gildo e Luciano, che sono state respinte dal giudice monocratico del tribunale di Salerno, Ubaldo Perrotto, dopo circa 40 minuti di camera di consiglio. Dei familiari di Elisa, oggi in aula era presente solo il fratello Luciano. L'udienza è poi proseguita con l'acquisizione delle fonti di prove presentate da accusa, difesa e parte civile. Si tratta di un lungo elenco di testimoni, la maggior parte tecnici e periti che hanno esaminato reperti ed aspetti della vicenda, per la quale è stato condannato in primo e secondo grado l'unico responsabile del delitto avvenuto il 17 settembre del 1993 a Potenza, Danilo Restivo, attualmente detenuto in Inghilterra per un altro delitto. Il pm Rosa Volpe ha chiesto anche l'acquisizione di numerosi atti relativi al primo incidente probatorio al quale prese parte Pascali. Il giudice monocratico si è solo riservato di decidere sull'ammissione della lista testi presentata dalla difesa. Prossima udienza, il 25 febbraio.

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