Fonderie Pisano, Napoli rinvia l'incontro con il comitato: "Non prende posizione"

Forte aveva spinto affinché il nuovo incontro venisse fissato prima dell’imminente udienza del 3 ottobre in cui si deciderà del rinvio a giudizio dell’intero CdA dell’azienda Pisano e della Società Pisano SpA

E’ stato rinviato a lunedì 1 ottobre, alle 11, sempre a Palazzo di Città, l’incontro tra il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e una delegazione di attivisti del comitato “Salute e Vita” previsto per oggi. E’ stato lo stesso primo cittadino a contattare il presidente Lorenzo Forte chiedendo il rinvio con la motivazione di non voler svolgere l’incontro alla vigilia della seconda seduta della Conferenza dei Servizi. E, quindi, anticipare ai cittadini quelle che saranno le posizioni del Comune in merito alla revoca /rinnovo  dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale)

Le richieste

Forte aveva spinto affinché il nuovo incontro venisse fissato prima dell’imminente udienza del 3 ottobre in cui si deciderà del rinvio a giudizio dell’intero CdA dell’azienda Pisano, della Società Pisano SpA, ma anche del tecnico che ha redatto la prima richiesta di Aia e del dirigente della Regione Campania Setaro, ora in pensione. “L’intento dei cittadini – si legge in una nota del comitato Salute e Vita - è quello di mettere il Comune di Salerno di fronte alle proprie responsabilità, richiedendone una presa di posizione decisa e chiara fin dal principio del procedimento accanto alla popolazione, costituendosi parte civile già dalla prima udienza del 3 ottobre”. Inoltre richiede un “provvedimento d’immediata chiusura delle Fonderie Pisano nel rispetto del principio di precauzione, considerato che l’ultima relazione Arpac relativa a rilievi eseguiti in tempi recentissimi mette in evidenza la non applicazione delle migliori tecnologie per la salvaguardia della salute di cittadini e lavoratori, nonché dell’ambiente in 8 dei 9 casi in studio e che esiste un provvedimento di diffida da parte della Regione Campania che è scaduto già dal 2 Giugno e che avrebbe previsto la chiusura dello stabilimento per 60 giorni”.

L’auspicio del comitato è che “il sindaco di Salerno rompa il gioco del rimpallo di responsabilità a cui si assiste da quasi 2 anni, con una fitta corrispondenza fatta di relazioni e richieste di chiarimenti inviati dagli uffici della Regione Campania e dell’Arpac, che di fatto consente alla famiglia Pisano di continuare a lavorare in totale spregio della legge”. Poi accoglie “con apprensione la notizia di questa mattina, e cioè il rinvio della seconda seduta della Conferenza dei Servizi, inizialmente fissata per il 26 settembre al 10 ottobre. Il rinvio è stato accordato per consentire i rilievi sugli scarichi nel fiume Irno richiesti soltanto in questi giorni dall’Ato Destra Sele. Ci chiediamo perché tali controlli non sono stati effettuati nei giorni scorsi così da evitare di richiedere lo slittamento della seduta del 26 settembre?! Perché gli enti preposti al controllo sono sempre in ritardo su questa vicenda?”. Purtroppo – sostengono gli aderenti al comitato – “la sensazione della popolazione è quella di trovarsi davanti ad Istituzioni che sottovalutano la gravità della situazione e a causa di questa sottovalutazione   consentono alla proprietà di mantenere aperto un stabilimento obsoleto, delegando di fatto tutte le responsabilità alla magistratura”.

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La denuncia

Per il comitato “la richiesta di assunzione di responsabilità si estende ancora una volta a tutte quelle istituzioni che sono da considerarsi a vario titolo come danneggiate dall’operato degli imputati e quindi possono e devono costituirsi Parte Civile al Processo già il 3 ottobre. Così come individuati anche dallo stessa procura, ci si riferisce oltre che ai Sindaci dei comuni interessati anche al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Campania e alla Provincia di Salerno. A tutt’oggi solo il Comune di Pellezzano ha confermato ufficialmente la propria costituzione per il 3 Ottobre, mentre dagli altri Enti non sono arrivate a tutt’oggi conferme ufficiali. Per questo motivo l’intento è quello di compulsare tali Istituzioni nei prossimi giorni affinché prendano impegni precisi in merito alla vicenda processuale.  Ribadiamo che le Istituzioni se vogliono effettuare   un cambio di rotta con  un messaggio chiaro alla popolazione dovranno schierarsi a tutela dell’Ambiente e dei cittadini senza tentennamenti, solo così si potrà lanciare un messaggio chiaro  ovvero che il tempo è scaduto e che lo stabilimento delle Fonderie Pisano deve immediatamente  essere fermato senza se e senza  ma, atteggiamenti differenti saranno considerati dai cittadini come atteggiamenti ostili e saranno pubblicamente denunciati” concludono gli aderenti al comitato.

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