Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Giffoni Valle Piana

Poste di Giffoni rapinate, condanne confermate: nuovo giudizio sulla confisca dei soldi

Ora la Corte d’Appello di Napoli presiederà una nuova valutazione soltanto su questo aspetto, col rigetto di ogni altra doglianza sollevata dalla difesa dei tre imputati

Un nuovo giudizio in appello solo per la questione relativa alla confisca di denaro: così i giudici della Corte di Cassazione hanno confermato le pene per l’accusa di rapina a carico di tre nocerini, protagonisti del colpo all’ufficio postale di Giffoni Valle Piana, riconosciuti colpevoli con identica pena a tre anni di reclusione, disponendo una nuova valutazione riguardo il denaro rinvenuto nella loro abitazione, ritenuto provento dell’episodio criminale e così finito sotto sequestro.

Il fatto

Rispetto all’iter, la Corte Suprema ha avvalorato la ricostruzione dei due gradi di giudizio, con la doppia sentenza emessa in abbreviato e poi confermata in appello, con le accuse di rapina tentata e consumata ai danni dell’ufficio. Gli imputati avevano chiesto un ricalcolo della pena. Non è necessaria, in definitiva, alcuna nuova valutazione rispetto alla pena. Risulta invece da verificare per delle mancanze, in particolare, il provvedimento di sequestro del denaro ritenuto collegato al colpo. Secondo le ricostruzioni, la rapina all’ufficio postale giffonese aveva fruttato circa 25mila euro, con attività d’indagine svolte il giorno successivo dai carabinieri culminate in delle perquisizioni a carico degli imputati, una di tipo personale su uno dei tre e l'altra all'interno dell'abitazione dove i tre nocerini convivevano, venendo reperita la somma in contanti di 11mila euro. Sulla riconducibilità della cifra ritrovata, la motivazione della sentenza impugnata offre una motivazione del tutto inconsistente, nonostante lo specifico motivo di appello, avendo la Cassazione soltanto precisato che il denaro doveva ritenersi con tutta evidenza profitto del reato, senza tenere conto delle giustificazioni della difesa in ordine al fatto che il possesso poteva trovare causa nell'attività lavorativa esercitata dagli imputati. Sotto questo profilo, la sentenza è stata annullata per un nuovo esame. Ora la Corte d’Appello di Napoli presiederà una nuova valutazione soltanto su questo aspetto, col rigetto di ogni altra doglianza sollevata dalla difesa dei tre imputati. 

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