Web, alfabetizzazione e "cittadino consapevole": intervista al professore D'Antonio

Dall'osservatorio privilegiato del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione, il docente ordinario e direttore più giovane del Campus affonta anche il tema del cyberbullismo, presenta le nuove sfide e frontiere della comunicazione, i nuovi progetti

Il professore Virgilio D'Antonio

“Le nuove generazioni necessitano di un’alfabetizzazione agli strumenti della comunicazione. Non è possibile mettere uno smartphone in mano ad un ragazzo di 10-12 anni senza sapere quello che può fare. E’ un problema di consapevolezza: gli adulti, cioè i genitori ma anche la classe docente, fanno fatica a star dietro alle istanze dei nativi di internet, perché siamo di fronte ad un fenomeno che evolve in modo veloce e moderno”. Dall’osservatorio privilegiato del Dipartimento di  Scienze Politiche e della Comunicazione, il professore Virgilio D’Antonio riflette sulle nuove frontiere della comunicazione e sulla necessità di formare “cittadini consapevoli, in grado di effettuare un lavoro di ricerca e selezione delle fonti”.


La scheda


Virgilio D’Antonio, 40 anni il prossimo marzo, è il docente ordinario e il Direttore di Dipartimento più giovane dell’Università degli Studi di Salerno. La prossima settimana volerà in Colombia: l'Universidad Catolica de Colombia gli conferirà la laurea honoris causa in Diritto. Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso l'Università degli Studi di Salerno, docente di Diritto dell’Informazione e della Comunicazione presso la Scuola di Giornalismo dell’Università degli Studi, il salernitano D’Antonio è una delle eccellenze del nostro Campus e insegna anche presso l'Universidad Catolica de Colombia. E' presidente del Consiglio Didattico di Scienze della Comunicazione. Nel 2010, è stato national reporter per l’Italia, in materia di Copyright and Intellectual Property in occasione del XVIIIth International Congress of the International Academy of Comparative Law, tenutosi presso la George Washington University Law School (Washington – USA). Ha trascorso periodi di studio e ricerca in USA (University of Illinois at Urbana – Champaign), Israele (University of Haifa), Spagna (Universitat Estatal de Barcelona) e Colombia (Universidad Católica de Colombia). E’ autore di numerosi saggi e monografie in materia di Diritto Privato, Diritto Comparato, Diritto Comunitario e Diritto dell'Informazione. E’ membro, tra gli altri, del comitato di redazione delle Riviste “Comparazione e Diritto Civile”, “Diritto, Mercato e Tecnologie”, “Comparative Law Review”, “Medialaws.eu”, “Rivista di Diritto ed Economia dello Sport”, nonché della Collana Editoriale “Comparazione e Diritto Civile” (Giappichelli Editore). E’ membro del Laboratorio di Ricerca In.Di.Co. (Informazione, Diritto e Comunicazione) e del Laboratorio di Linguistica Computazionale “M. Gross”, nonché del Co.Ri.Sa. (Consorzio Ricerca Sistemi e Agenti). Attualmente è impegnato nel progetto di ricerca internazionale “Internet at Liberty” (ente finanziatore: Google Inc.). Principali ambiti di ricerca: Comparative and European Private Law, Information and Communication Law, Economic Analysis of Law, Tort Law, Copyright Law, Patent and Trademark Law, Antitrust Law.

L’evoluzione del Campus e del Dipartimento


“Cerchiamo di interpretare in chiave moderna le specificità del nostro Ateneo che è sempre più Campus – dice il professore D’Antonio  analizzando anche in che modo il Dipartimento si sia adeguato, anzi abbia apprfittato dei cambiamenti in atto nell'Università degli Studi di Salerno – Ci avvantaggiamo di questa struttura peculiare, perché cerchiamo di fare comunità: non solo una sequenza di esami ma un’esperienza globalizzante che formi lo studente. La collocazione di due Corsi di Laurea nello stesso dipartimento non è casuale ma offre agli studenti competenze trasversali. Stiamo per lanciare cicli di conferenze sotto l’hastag  #futuroincorso. Vogliamo proporre ai nostri studenti tematiche di politica e di comunicazione che prendano spunto da ciò che accade nella nostra quotidianità. Si comincia il 18 novembre”. Il dipartimento si compone di due anime: “Il corso di laurea in Scienze della Comunicazione è stato il primo in Italia – ricorda con orgoglio il professore D’Antonio – c’è un’attenzione forte al saper fare, perché i nostri studenti devono innanzitutto conoscere il mondo delle comunicazioni e affacciarsi al mondo del lavoro attraverso un confronto continuo con i professionisti del settore. Stiamo ricostruendo l’antica partnership con Giffoni Film Festival e in occasione del cinquantesimo anniversario del Festival del cinema per ragazzi lanceremo iniziative congiunte. La triennale sfocia nel corso di laurea magistrale Corporate Communication e Media, altro nostro fiore all’occhiello. Ci sono tantissimi studenti stranieri: colombiani, vietnamiti, turchi, uno statunitense”. Il corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali si prepara a festeggiare il trentennale e le iscrizioni hanno premiato l’intuizione del Dipartimento: “Circa 200 studenti iscritti – ricorda D’Antonio – Abbiamo immaginato un corso che consenta agli studenti di leggere, codificare e comprendere le dinamiche internazionali. Lo facciamo anche attraverso cicli seminariali che aiutino a comprendere meglio quello che sta accadendo nel Mediterraneo, nell’Africa del Nord, con la popolazione curda”.

Il web e la rete


“Hanno cambiato lo scenario – dice il professore – è indubitabile che si sia verificata l’apertura ad una miriade di voci prima non conosciute: esprimiamo il nostro pensiero, i social lo amplificano ma hanno anche appiattito la notizia, perché l’opinione dei cittadini  comuni vale quanto quella delle istituzioni e assume talvolta più valore di quella dell’esperto. Le dinamiche di maggiore diffusione della notizia rispetto ad un’altra sono governate da algoritmi. Oggi dobbiamo insegnare ai nostri studenti il vaglio delle informazioni: non solo quali sono le fonti – variegate, grazie alla rete – ma un lavoro di ricerca e di selezione per capire quali siano le notizie veritiere e realmente utili. Questa tematica si accompagna al discorso della consapevolezza. Insisto su questo concetto: maggiore alfabetizzazione significa anche ridurre l’incidenza di fenomeni quali il cyberbullismo, lo stalking, la diffusione di contributi intimi attraverso il web. Talvolta tutto ciò avviene nella buona fede della vittima e del carnefice, perché si muovono con scarsa consapevolezza dei rischi”. D’Antonio da tempo studia i fenomeni legati alla rete. “In passato, un truffatore per mettere in atto le sue intenzioni doveva avere un contatto con le vittime. Oggi è possibile che una truffa venga messa in atto da un truffatore che si trova a Milano nei confronti di una vittima siciliana. Il cyberbullo poi non ha bisogno più, come accade nel “classico” bullismo, del sostegno di complici ma il suo complice è lo schermo e quello che viene pubblicato sul web difficilmente può essere cancellato”. Pericoli legati alla scarsa consapevolezza e conoscenza del mezzo. I più giovani, i nativi digitali, quelli che non hanno conosciuto il mondo prima di internet, hanno grande facilità di accesso alla rete e quindi sono anche i più esposti perché non riescono a contenere i riflessi del web nella vita reale. Gli adulti, invece, sono i più diffidenti e la loro differenza diventa anche un meccanismo di protezione endogene.

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