Cronaca Nocera Inferiore

"Uccisa per l'eredità": il giallo nocerino e i dieci indagati della Procura

Sei dei dieci indagati sono stati raggiunti anche da una perquisizione da parte della Guardia di Finanza di Nocera Inferiore. Sui capelli dell'anziana, il medico legale ha trovato tracce di farmaci. Le indagini sono in pieno sviluppo

Sono 10 le persone iscritte nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Valeria Vinci, che da oltre un anno sta tentando di far luce sulla morte di Anna Candeloro, l’anziana di 82 anni deceduta nel dicembre 2012. L’ipotesi degli investigatori si muove sull'esistenza, presunta, di un piano criminale escogitato da un gruppo di persone, che avrebbero trafugato l'eredità della donna. Quantificata in circa 800 mila euro di buoni fruttieri. Non solo. Il gruppo, attraverso un raggiro, avrebbe anche costretto la donna a vendere il suo appartamento nel quartiere di Piedimonte. Una casa venduta con tanto di firma dal notaio, venti giorni prima della sua morte. Poi smentita - pare - con un altro documento. A distanza di quasi un anno dall'apertura di un fascicolo su questo giallo tutto nocerino, sono oggi due le novità in termini investigativi. La prima è l’iscrizione nel registro degli indagati di 10 persone, di cui sei perquisite la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza guidata dal capitano Andrea Solinas. Nel registro figurano i nomi di un’intera famiglia (i vicini dell’anziana), un notaio, un ex direttore delle poste, un medico e un infermiere. Le fiamme gialle erano sulle tracce di quei buoni, apparentemente scomparsi e il cui incasso resta avvolto nel mistero. Le accuse vanno dall’omicidio premeditato in concorso per alcuni degli indagati, al falso e all’estorsione invece per altri.

La seconda novità sono invece le tracce di farmaci rinvenute dal medico legale Roberto Testi, dopo un’autopsia eseguita sul corpo della defunta lo scorso ottobre, dunque 5 anni dopo la morte. Farmaci che avrebbero avuto l’effetto di rallentare l’attività cardiaca dell’anziana. L’analisi dei reperti (campioni del tessuto e capelli) è ancora in corso, ma vi è il sospetto che la donna sia stata condotta alla morte da chi l’aveva in cura, un infermiere. Il consulente nominato dalla procura ha già svolto incarichi simili, tra i quali quelli di "Cogne" e "Garlasco". Per la procura sarebbe stato proprio l'infermiere che seguiva la donna, insieme ad altri, ad aver preso parte a quel piano criminale, nel quale ci sarebbe finita anche la vendita dell’appartamento di Piedimonte, venduto "pare" dietro minaccia e ad una cifra irrisoria. A far scattare le indagini le lettere dell’unica parente dell’anziana, residente al Nord e unica beneficiaria dei suoi beni. Fu proprio lei a raccontare a diversi magistrati il sospetto che l’anziana fosse stata uccisa. Nei giorni scorsi il pm Vinci ha interrogato diversi degli indagati. Le indagini, ancora in corso, lasciano ancora diversi interrogativi: tra questi, le cause del decesso registrate per un tumore di cui non vi sarebbe stata traccia e la morte di uno dei testimoni che conosceva l’anziana. 

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