Dossier sui preti gay, il vescovo De Luca: "Sanzioni per chi ha sbagliato"

L'arcivescovo della Diocesi Teggiano-Policastro scrive una lettera ai fedeli per ribadire la posizione della chiesa rispetto all'inchiesta sulla presunta presenza di sacerdoti omosessuali

Dopo la notizia, mai smentita, di un dossier su presunti preti gay, anche in provincia di Salerno, il vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro Monsignor Antonio De Luca annuncia la linea dura. E con una lettera indirizzata al fedeli prova a riportare un po’ di serenità.

La missiva

Il vescovo De Luca entra subito nel merito della questione: “La divulgazione di notizie riguardante i comportamenti scandalosi di alcuni membri del clero di molte diocesi del Mezzogiorno - scrive -  addolora in maniera grave la nostra comunità diocesana. La consegna del dossier da parte della Curia di Napoli permetterà di prendere visione delle responsabilità e le necessarie iniziative canoniche che la Santa Sede stabilisce in questi casi.  Nel frattempo - aggiunge - non possiamo non esprimere la vicinanza alle comunità turbate e preoccupate di fronte al rischio di vedere vanificata una consolidata esperienza di fede e di cultura religiosa che da sempre ha contraddistinto questa terra. Ci sta a cuore altresì riaffermare e riconoscere l’opera meritoria di moltissimi nostri sacerdoti che nella quotidiana fedeltà alla loro vocazione e alla loro missione hanno scritto pagine di memorabile tradizione. Ancora oggi i nostri sacerdoti incidono in maniera notevole e creativa nel tessuto vitale delle nostre comunità, con un’attenzione spiccata verso le istanze educative, sociali, e familiari. Ad essi va il grato riconoscimento, e per questa generosa offerta di sé stessi le nostre comunità non si sentano tradite”.

Non solo. Per De Luca “incombe l’obbligo di riconoscere sbagli, errori, opache testimonianze, e richiesta di perdono; perciò con la fermezza che ha ispirato sempre i percorsi e le decisioni, riaffermiamo come Chiesa la totale disponibilità a intraprendere le decisioni e le sanzioni canoniche per un necessario cammino di purificazione vissuto con profonda attenzione alle denunce e con sensibile cautela verso possibili false accuse. Il vescovo, il presbiterio diocesano, gli operatori pastorali, lavoreranno per riportare la bellezza della fedeltà sul volto della nostra chiesa. La certezza del comune servizio alla verità del Vangelo rafforzi i nostri vincoli ecclesiali” conclude il vescovo.

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