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Salerno, la mappa dei parcheggiatori abusivi: dal "capozona" alla minaccia velata

Il nostro report sull'ultimo blitz della Procura che ha arrestato 24 persone con l'accusa di estorsione. In città spadroneggiano gli stranieri, mentre gli inquirenti invitano i cittadini a deunnciare

Dalla minaccia di un graffio all'auto alle zone divise tra stranieri, fino a rapporti con clan di camorra che non hanno trovato riscontri. Questo e altro c'è dietro il secondo maxi blitz della Procura di Salerno, che giorni fa ha arrestato 24 parcheggiatori abusivi, su di un totale di 35, formalmente indagati. L'indagine viene condotta dal sostituto procuratore Elena Guarino, con il lavoro sul campo tra appostamenti, annotazioni, foto, video, interventi e pedinamenti dei carabinieri del comando provinciale agli ordini del colonnello Antonino Neosi. "Un controllo non occasionale - ha detto il pm - in alcune zone dove non si sapeva che stabilmente stazionano parcheggiatori abusivi"

Una città al setaccio: 66 gli abusivi individuati

Dieci tra gli ultimi arrestati sono recidivi: erano stati già beccati a luglio scors, con un primo blitz. Quella sola indagine non era bastata però a debellare il fenomeno. Così come il Daspo urbano. Sono 66 quelli individuati, ma non è escluso che altri siano ancora da identificare. Due dei destinatari delle misure cautelari sono latitanti, ad esempio. La novità è però oggi rappresentata dagli stranieri. A differenza di altri capoluoghi, come Napoli, a Salerno troviamo marocchini, tunisini e slovacchi. E' il caso di A.A. , 29anni, "senza fissa dimora" che raccatta soldi dagli automobilisti che parcheggiano. Poi c'è E.D. , 40enne, vive a Pontecagnano ma a Salerno ci viene per lavorare "in trasferta". La sua zona è la Stazione, dove sono in quattro a contendersi la torta. "Nessun legame con la camorra", ha però spiegato il procuratore Corrado Lembo, che ha aggiunto che la pista di un collaboratore di giustizia indicata in passato, non ha portato alcun tipo di riscontro in tal senso. Altra differenza con Napoli, dove la camorra dispiega i suoi parcheggiatori abusivi su tutta la città 

Tra incensurati e pregiudicati

Molti dei parcheggiatori arrestati hanno alle spalle diversi precedenti. C'è D.A. , 33enne salernitano, che risiede a Bellizzi. Il suo casellario conta precedenti per furto, tentato furto, spaccio, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Poi c'è A.F. , altro pregiudicato per furto, rapina, spaccio, violenza sessuale, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. "Si tratta di un soggetto pericoloso - spiega il gip - con recidiva insita nella ripetizione delle condotte in contestazione e per il quale appare un furor d'opera fare affidamento sulla sua capacità di rispettare prescrizioni connesse a misure cautelari non custodiali". Qualcun altro era stato invece destinatario di Daspo, ma dopo essere uscito dai domiciliari, a seguito del primo blitz, "era tornato a lavoro"

Da 50 centesimi a 5 euro. "Pago per quieto vivere"

Nessuna differenza rispetto allla precedente inchiesta, quando gli inquirenti devono delineare e ricostruire i comportamenti dei parcheggiatori abusivi. Richieste lievi o insistenti, che spesso sfociano in minacce appena velate o estorsioni tacite. Sfumature di reato riconosciute oramai anche dalla Cassazione. "Per quieto vivere e per non avere l'auto danneggiata, ho pagato". Buona parte delle vittime individuate dai carabinieri attraverso le targhe hanno infatti confessato questo. "La zona la comando io" diceva L.S. , quando il titolare di una cornetteria nel centro di Salerno parcheggiò la sua auto. L'uomo pretese che la stessa fosse spostata, per permettere di farne parcheggiare più di una, con tanto di guadagno raddoppiato. Lo stesso avviene tra via Roma e via Pertini, cuore della movida. Un 24enne, G.F. , era riuscito a dividersi le zone con altre sei persone: "Organizzato - spiega sempre il gip - nella divisione di aree ed utili, con tariffe fisse e scaltrezza nell'eludere i controlli"

Le zone 

I punti della città attenzionate dai carabinieri sono tante: il parco Arbostella, con centri commerciali e locali, lo stadio Arechi, nei pressi dell'ospedale Ruggi D'Aragona, ma anche stazione, lungomare Colombo, via Belvedere, nei pressi della clinica Villa del Sole o fuori al cinema "The space". "E se poi dovessero graffiarti la macchina, non è colpa mia", dirà uno dei parcheggiatori all'esterno del cinema. Tra le vittime anche persone ultra sessantenni, individuate nei pressi dell'ospedale. Purtroppo, però, non tutti riuscivano a denunciare. Una spiegazione la fornisce il gip Pietro Indinnimeo: "La volontà del soggetto è chiaramente condizionata dal metus ambientale rappresentato dal fenomeno del parcheggio abusivo estrinsecatosi nella richiesta di denaro effettuata da persona poco raccomandabile in contesti ambientali nei quali è percepito il rischio per la propria incolumità o per danni ai propri beni. Un rischio la cui percezione è ben nota al parcheggiatore abusivo che ne approfitta per ottenere quanto richiesto"   

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