Cronaca

Omicidio della piccola Jolanda, comincia il processo in Corte d'Assise a Salerno

La neonata morì per soffocamento, stando all'autopsia. Il suo corpicino fu trovato pieno di segni di evidenti maltrattamenti - tra bruciature ed ecchimosi - consumati dal 6 giugno fino al giorno della morte

E' cominciato ieri, a porte chiuse davanti ai giudici della Corte d'Assise, il processo per omicidio volontario e maltrattamenti in concorso, di cui sono accusati Giuseppe Passariello e Imma Monti, genitori della piccola Jolanda la bimba di 8 mesi, morta la notte del 21 giugno scorso. 

La testimonianza

La neonata morì per soffocamento, stando all'autopsia. Il suo corpicino fu trovato pieno di segni di evidenti maltrattamenti - tra bruciature ed ecchimosi - consumati - secondo la procura di Nocera Inferiore - dal 6 giugno fino al giorno della morte. Ieri mattina, il tribunale ha acquisito il verbale di una vicina di casa, sentita durante le indagini, per poi ascoltare Luigi Amato, vice questore della polizia a Nocera Inferiore, che coordinò le indagini subito dopo i fatti. Il poliziotto ha ripercorso la genesi delle indagini, a partire da un primo interrogatorio dei due genitori, il giorno dopo i fatti. La madre della piccola sostenne che quei segni fossero il risultato di alcuni atteggiamenti del marito verso la piccola. Atteggiamenti mai denunciati alle autorità, per timore di essere picchiata. Il movente, ad oggi, è ancora sconosciuto. Il padre, invece, riferì di aver curato la figlia in casa, senza mai averla portata da un medico, con metodi inadeguati e rudimentali, secondo l'accusa. Le intercettazioni ambientali registrate poi in commissariato, a Nocera, tra i due genitori, dopo la convocazione a seguito degli atti propedeutici a quanto accaduto, appesantirono il quadro indiziario nei loro confronti. Frasi come "l'omicidio lo abbiamo fatto", "il cuscino dovevamo buttarlo" e "la verità non deve mai venire fuori", tutte pronunciate dalla coppia, rafforzarono la tesi della procura, nel richiedere per entrambi la misura cautelare in carcere. Misura confermata anche dal Riesame, dove i giudici spiegarono che nessuno dei due fosse credibile, e che ad uccidere la piccola Jolanda sarebbe stato il padre. Il processo ripartirà il prossimo 13 febbraio. 

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