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Scafati, lo sfogo della moglie di Aliberti: "Rispetto i giudici ma grande sconforto"

E' lo sfogo del consigliere regionale Monica Paolino, moglie dell'ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, finito in carcere dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai suoi legali difensori

"Sono state le ore più lunghe della nostra vita. Abbiamo atteso le disposizioni dei giudici senza mai abbandonare la speranza, forti della verità che ci portiamo dentro". E' lo sfogo del consigliere regionale Monica Paolino, moglie dell'ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, finito in carcere dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai suoi legali difensori. Aliberti è in carcere per scambio elettorale politico-mafioso. Il consigliere Paolino risulta indagato nella stessa inchiesta, a piede libero, per lo stesso reato. L'accusa per Aliberti è di aver beneficiato del supporto del clan Loreto-Ridosso per due turni elettorali, tra i quali quello delle regionali nel 2015. Sul profilo Facebook, la moglie ha così voluto commentare la decisione dei giudici: "Ho creduto fino all’ultimo minuto nell’esistenza di una Giustizia sovrana, incondizionata, e voglio credere ancora, anche di fronte a quello che ritengo un grandissimo ‘abbaglio’, che da qualche parte, in questo mondo, possa davvero emergere la verità, quella che si evince dai fatti, dalle intercettazioni, dagli atti. Pasquale è mio marito. Il padre dei miei figli, l'uomo che amo. Sono amareggiata, è vero. Desideravo che mio marito affrontasse il processo da uomo libero, era un suo diritto!"

"Ai miei figli ho detto di camminare a testa alta"

"Pur rispettando le decisioni dei giudici, provo un profondo sconforto per questa ennesima umiliazione della misura cautelare, una ferita che sarà difficile da rimarginare. Il nostro, è un dolore che non ha niente a che vedere con la politica e con le chiacchiere da bar, ma un dolore che abbiamo vissuto in silenzio, nelle quattro mura di casa, guardando negli occhi i nostri figli, spiazzati e devastati come noi per quello che abbiamo subito. Un dolore che non mi sento di augurare neanche al mio peggior nemico, perché i figli non dovrebbero mai soffrire, non dovrebbero mai vedere i propri genitori piangere, mai. E’ contronatura. Ai miei figli ho detto di continuare a studiare, di camminare a testa alta, e di essere orgogliosi di avere un papà come Pasquale Aliberti, un uomo da prendere come esempio per la sua tenacia, la sua passione, un sindaco che ha portato in alto il nome di Scafati. È con questa consapevolezza che, pur nutrendo ancora fiducia nella giustizia, continuo la mia battaglia di verità, con coraggio, con determinazione, convinzione. Non mi arrenderó mai"

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