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Economia

Crescent Salerno bloccato, i sindacati chiedono tempi rapidi

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, in una nota congiunta, chiedono tempi rapidi per la sentenza definitiva sul Crescent, esprimendo forte preoccupazione per i lavoratori

La vicenda della sospensione dei lavori per la costruzione del Crescent Salerno da parte del Consiglio di Stato continua a tenere banco. Nella giornata di ieri le sigle sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil (guidate da Luigi Adinolfi, Ferdinando De Blasio e Luigi Ciancio) hanno chiesto che la sentenza definitiva sulla costruzione o meno dell'opera fortemente voluta dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca venga espressa nel giro di pochi giorni. La preoccupazione principale dei sindacati è, ovviamente, la situazione lavorativa degli operai impegnati nel cantiere del Crescent ma c'è anche preoccupazione per l'ipotesi di ritrovarsi con un'altra opera "incompiuta" sul territorio.

"Relativamente alla decisione del Consiglio di Stato di sospendere parte dei lavori del Crescent - si legge nella nota congiunta dei sindacati - non intendiamo emettere giudizi di valore, ma esigiamo, così come previsto, che entro pochi giorni venga pronunciata la sentenza definitiva, a favore o contro la ripresa dei  lavori. Se sono stati commessi abusi, è giusto che questi vengano puniti, se ci sono stati errori, vanno sanzionati ma questo va fatto in tempi brevi. C’è bisogno di chiarezza".

I sindacati illustrano un quadro a tinte fosche della situazione economico - occupazionale della provincia: "La situazione è drammatica: la Provincia di Salerno è stata tagliata fuori da tutte le dinamiche di sviluppo; ferme le opere pubbliche appaltate, quelle facilmente cantierabili non vedono la luce per la sottrazione dei fondi, si cerca ogni cavillo per bloccare opere; così quotidianamente vengono persi posti di lavoro e scoraggiando anche gli investimenti privati non si mette a rischio solo la categoria ma si va incontro alla morte sociale dell’intera provincia".

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno quindi mosso aspre critiche ai "governi a trazione leghista, che hanno aggravato il divario tra le aree del nostro paese, relegandoci a fanalino di coda dell'intero continente. Abbiamo bisogno di lavoro e non di cassintegrati - prosegue la nota - abbiamo bisogno di una giustizia con tempi certi così da rassicurare i privati ad investire. Per questo chiediamo a gran voce serietà e certezza da parte dello Stato".

Quindi, l'attacco più duro delle tre sigle sindacali: "Non siamo affatto interessati allo scontro politico e contestiamo aspramente e severamente coloro che in questi giorni stanno facendo un’inutile caciara, inveendo contro lavoratori e sindacati. Dove erano questi signori, questi paladini della cosa comune, questi novelli Savonarola quando i governi italiani filo-leghisti hanno operato sistematiche sottrazioni di fondi a danno del sud del Paese e perché hanno taciuto mentre il CIPE per noi cancellava e per il nord elargiva? Il Presidente del CIPE era Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl Campano. Vergognatevi".

Nella giornata di ieri, riferiscono i sindacati, c'è stato un primo incontro con i vertici della prefettura di Salerno. Le sigle sindacali hanno inoltre chiesto un incontro al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, al presidente della giunta regionale Stefano Caldoro e al presidente della provincia di Salerno Edmondo Cirielli: "Siamo seriamente preoccupati della gestione dei tanti operai che subiscono il blocco del cantiere Crescent  e chiediamo a tutti di farsi promotori di una richiesta di tempi certi per la sentenza definitiva - prosegue la nota - Nei prossimi giorni saremo di nuovo in piazza per altre iniziative. I lavoratori edili sono stufi e stanchi di pagare un prezzo altissimo per la crisi, per le beghe politiche, per incapacità, per la sottrazione delle risorse e per una giustizia che non si rende conto che i tempi biblici non sono più consentiti". 

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