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Il Comune diserta il tavolo sul Crescent, l'ira di Celano: "La vicenda non è privata"

Il consigliere: "Appare anomalala richiesta, accordata, di un incontro riservato, senza contraddittorio e senza terzi incomodi o scomodi ascoltatori, tra l'Ente controllore e l'Ente controllato"

"Il Comune di Salerno, incredibilmente, ha disertato l’incontro in programma questa mattina in soprintendenza per discutere del futuro del Crescent dopo la sentenza del Consiglio di Stato, dimostrando di rifuggire qualsivoglia confronto. E' evidente che il tavolo tecnico, già di per se un'anomalia italiana, si è rivelato, come prevedibile, assolutamente inutile". Queste le parole del consigliere comunale Roberto Celano. "L'amministrazione Comunale, nel contempo - continua - conferma l'atteggiamento arrogante nei confronti dell'Istituzione che ha voluto e convocato il tavolo e della comunità intera, che meriterebbe chiarezza e di conoscere il destino di una delle aree più belle della città, deturpata da scelte scellerate, attuate con procedure oscure. Appare anomala, inoltre, la richiesta, accordata, di un incontro riservato, senza contraddittorio e senza terzi incomodi o scomodi ascoltatori, tra l'Ente controllore e l'Ente controllato, anche in virtù delle sospette, a parere della Procura, pregresse relazioni tra le Istituzioni in questione. La vicenda non può essere trattata come una cosa privata o come cosa loro, trattandosi di una questione che interessa l'intera comunità salernitana, già oltremodo lesa e danneggiata, a prescindere dall'esito del giudizio amministrativo e penale", ha aggiunto.

Celano, poi, rammenta "agli imprenditori che lasciano trapelare la possibilità di potersi avvalere di una clausola risarcitoria scellerata e di dubbia attuazione, che ben avrebbero fatto ad attendere l'esito del procedimento amministrativo prima di avviare la edificazione, dovendosi ora assumere anch'essi l'onere di quanto verrà disposto in sede penale ed amministrativo, come, del resto, chiaramente palesato dallo stesso CdS, allorquando acconsentì la ripresa dei lavori ben chiarendo su chi sarebbe ricaduti il rischio in caso di esito negativo del procedimento. Del resto, come correttamente evidenziato dalla Procura, i salernitani sono parte lesa in questa surreale vicenda e l'Amministrazione avrebbe il dovere di costituire l'Ente parte civile, a tutela dell'interesse supremo della città e della comunità. Chi non può farlo in virtù del conflitto d'interessi conseguito dalle indagini penali avviate, dovrebbe farsi da parte per far prevalere l'interesse collettivo a quello del singolo amministratore", ha concluso.

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